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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 19.00

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La raccolta dei manifesti e avvisi del Sindaco della Spezia

Prosegue il tour virtuale fra gli scaffali della biblioteca "Mazzini" che apre i cassetti più ameni e presenta le proprie rarità.

La raccolta dei manifesti e avvisi del Sindaco della Spezia

- Di grande interesse e utilità per ricostruire la storia ottocentesca della Spezia pre-arsenalizia è la raccolta, o meglio, il fondo archivistico degli avvisi e manifesti delle autorità della Provincia di Levante ed in particolare del Sindaco, conservato nell’Archivio storico comunale della Spezia, sede della Biblioteca civica U. Mazzini. Il fondo contiene decine di avvisi manoscritti o a stampa, che venivano pubblicamente affissi o trasmessi ai diversi uffici per diffondere istruzioni diverse, paragonabili alle attuali ordinanze o pubblicazioni dell’albo pretorio.
A partire dal 1815, con l’annessione al Regno di Sardegna, l’amministrazione del territorio del Golfo della Spezia venne progressivamente adeguata alla legislazione sabauda, dopo un primo periodo in cui rimase in vigore la precedente macchina burocratica, con le sue leggi e regolamenti, sotto il controllo di un Commissario e di una Delegazione appositamente incaricati.

Il territorio venne ripartito in tre Intendenze: di Genova, del Ponente (Savona) e di Levante (Spezia), governate e amministrate dagli Intendenti appunto, sorta di funzionari dagli ampi poteri, con competenze in materia fiscale (tasse e tributi statali) e gestione diretta dei beni demaniali. Successivamente, nel novembre 1818, la ripartizione amministrativa del territorio fu ulteriormente modificata, con la creazione delle Province, Mandamenti e Comunità e di nuovi uffici che riflettevano ciascuno distinti poteri e ruoli: esecutivo, giudiziario, amministrativo e militare, con funzionari esclusivamente preposti ed inquadrati all’interno di una rigida gerarchia.

In questo contesto operava il Sindaco, con competenze definite da direttive e istruzioni particolari emanate dal Governo. La sua nomina era funzione delle dimensioni del territorio da amministrare e dipendeva dagli Intendenti della Provincia o direttamente dal Re, nel caso di comuni con popolazione superiore ai tremila abitanti.
Nell’ottica della tutela degli interessi generali dello Stato, Sindaco e Consiglio si occupavano con dedizione del buon andamento della vita cittadina: dalla pulizia, igiene e sicurezza, alle norme che regolavano il commercio al dettaglio, comprese le tariffe dei generi alimentari, con funzione di controllo contro frodi e illegalità diverse. Il Sindaco garantiva in questo modo la corretta applicazione delle leggi statali nella gestione dei beni demaniali oltre che nelle attività agricole e venatorie, occupandosi anche della leva militare per la formazione dell’esercito statale.
La Raccolta dei manifesti e avvisi copre un periodo piuttosto vasto, non ostante qualche lacuna e discontinuità, spaziando dal 1812 al 1860 e consta di sette unità archivistiche, inventariate ai nn. 2304 e seguenti, secondo il nuovo inventario dell’Archivio storico comunale. È costituita da fogli sciolti di differente formato, talvolta ripiegati e raccolti in fascicoli o rilegati in volume, in buono stato di conservazione complessivo. Gli avvisi sono conservati in originale o minuta e riportano con precisione gli estremi necessari alla loro validità, come timbro del Comune, firma del Sindaco e del Segretario municipale.

Numerosi e diversi sono gli argomenti trattati, tra i quali ne abbiamo selezionati alcuni a mo’ di esempio per fornire un’idea del tenore dei provvedimenti. Alcuni appaiono oggi, a distanza di tempo, piuttosto singolari o curiosi, poiché riflettono lo spirito di un’epoca che non esiste più. Un avviso riguardante la Guardia nazionale, sorta di Milizia comunale obbligatoria, del 19 agosto 1859 recita: “Permettendosi non pochi cittadini non appartenenti alla Guardia nazionale di far uso del Bonetto [copricapo] uniforme, ed alcuni padri di famiglia di vestire i loro ragazzi colle blouse e berretto della Guardia stessa e coi distintivi dei graduali, si avvisa, che alla pubblicazione del presente manifesto continuando a lamentarsi tale inconveniente, saranno verbalizzati senz’altro i contravventori. Il Sindaco Giulio Comparetti”. Un altro riguarda le norme di comportamento da tenersi durante la stagione dei bagni estivi ed è datato 2 luglio 1852: “È proibito a chiunque bagnarsi lungo questa spiaggia ed altri luoghi aperti al pubblico senza essere convenientemente coperto. Né le persone di un sesso possono inoltrarsi nei siti destinati alle persone dell’altro. I contravventori saranno denunziati all’Autorità giudiziaria come rei di offesa ai buoni costumi, in senso di quanto dispone l’art. 433 del codice penale. Dall’uffizio di città, il sindaco Castagnola”.

Altri manifesti riguardavano fatti di ordinaria amministrazione, come appalti, aste, approvazioni di conti economici, servizi diversi quali taglio erba e spurgo delle fosse o canali, oppure la salute pubblica, come il seguente, pubblicato durante l’epidemia di colera del 1854: “Cittadini, avete sott’occhio già abbastanza di esempi di quanto sia pericoloso rifiutare di farsi curare in tempo e di non volersi segregare dalla famiglia con farsi trasportare all’Ospedale. Chi fino ad ora si ammalò? Coloro che senza riguardi frequentarono le famiglie degli affetti dalla fatale malattia, maneggiarono incautamente le loro biancherie, abitarono nelle camere stesse. Il Municipio ha fatto in tempo disporre con grave dispendio un capace locale a S. Francesco ove ogni cura si prodiga agli Ammalati. Il Municipio ed il benemerito comitato di Soccorso hanno preparato ottimi alloggi per le famiglie degli ammalati poveri ove ricoverarle fino a che le camere ove furono ammalati di colera siano disinfettate. Il Municipio ed il Comitato ad ogni avviso manderanno a ritirare, e riceveranno in consegna le biancherie e gli abiti che hanno servito ai colerosi onde disinfettarli con le necessarie cautele, e quindi restituirle. Il municipio spende per mantenere il paese pulito. Egli adempie ad ogni suo dovere di Umanità. Se la fatale ignoranza vostra non ne approfitta egli non è responsabile. Del danno che ne verrà al paese ed a voi chi ne è causa ne renderà conto a Dio, ed alla sua coscienza.” Dal Palazzo di Città, Spezia, 15 agosto 1854, Il Sindaco De Nobili.”

Infine citiamo il seguente, pubblicato in occasione dell’annuale Fiera di San Cipriano, il 6 settembre 1839: “La Civica Amministrazione di Spezia si reca a grata premura far consapevoli i Negozianti non che gli amatori dei geniali diporti, come in quest’anno pure avrà luogo ne’ giorni 16, 17, 18 settembre la consueta Fiera che si tiene nella vasta Piazza cui fa confine, e specchio l’impareggiabile Golfo. Oltre la Solennità in Chiesa con Musica e Panegirico in onore di S. Cipriano, e l’estrazione d’una Lotteria di oggetti mobili che eseguirà il giorno 17 la Società d’Incoraggiamento all’industria di questa Provincia, avrà pur luogo l’illuminazione di tutta la Città, del Giardino, e del passeggio al mare, un albero di Cucagna [sic.], Ballo campestre, ed altri pubblici trattenimenti rallegrati dalle sinfonie della Banda. La Civica Amministrazione quindi si lusinga che gli speculatori e gli accorrenti oltre ad un sito si vantaggioso alle contrattazioni, e cotanto ameno, ritroveranno pure alcune grate ricreazioni allo spirito. Dal Palazzo di Città, Spezia, il Sindaco L. Federici”.

Il fondo degli Avvisi e manifesti del Sindaco si completa con quello degli Avvisi e circolari della Regia Intendenza della Provincia di Levante, formato da cinque unità archivistiche che coprono gli anni da 1825 al 1837 e contengono le istruzioni e provvedimenti amministrativi che gli Intendenti indirizzavano ai Sindaci. A questa si affiancano i manifesti emanati dalle altre autorità della Provincia: una miscellanea di documenti per un totale di quattordici unità che spaziano dal 1814 al 1852. Infine, per ulteriore completezza, questi fondi si integrano, per quanto riguarda i contenuti, con la serie della corrispondenza in uscita del Sindaco ad “autorità e particolari”, conservata su copialettere, dove le singole missive, interamente trascritte sono ordinate cronologicamente, dal 1815 al 1860 e numerate in sequenza, oltre alla corrispondenza del Sindaco (1839-1858) all’intendente della Provincia di Levante, ordinata e archiviata come la serie precedente.

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