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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 22.31

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La lettera: "Dialogo con mio zio, mai conosciuto, che ci diede la libertà"

La lettera: `Dialogo con mio zio, mai conosciuto, che ci diede la libertà`

- Portavi le lettere ma sapevi leggere soprattutto le persone. Me lo ha detto la nonna Carmela, tua sorella. Ha capito che non saresti tornato quella volta che gli capitò vicino a casa, su al paese, un ufficiale tedesco al quale mostrò una tua lettera. “Poverino”, disse poi si voltò presso la madonnina che è sotto il portico della casa che nonna teneva come una reliquia e si fece il segno della croce.
Al nonno della tua morte lo disse un prete. Non si sapeva più nulla di te, ma girava voce che qualcuno fosse riuscito a tornare e allora andarono a cercare notizie. Moristi dopo la liberazione del campo, come migliaia di molti altri con il fisico ormai talmente debilitato da non essere più in grado di digerire il cibo che ti veniva offerto.
Ho trovato sai la tua rivista. Ma come quale? Quella socialista nascosta nella casa della nonna. Sorridi eh?, certo allora non era facile esprimere il proprio pensiero e per poterlo fare tu, poco più che ventenne ad un certo punto dicesti “NO. Con i fascisti non vado” e fu l’inizio del tuo calvario. Internato militare.
Sai ho un figlio e presto sarò nonno. Abbiamo vissuto in pace in questi anni. Certo il paese ha superato momenti difficili, ho schivato per poco un treno esploso poi in Val di Sambro, sull’appennino tosco emiliano. Una bomba. A volte mi pare di vederli quei due ragazzi, tra la folla alla stazione di S. Maria Novella, si quella della canzone. Ma vi tenete informati lassù. Mi pare di vederli mentre prendono il treno ed io resto a terra. Ma è una fantasia, ho visto le loro bare invece al funerale verso il piccolo cimitero di fianco a via Spezia ed ogni volta che ci passo davanti mi vengono in mente.
Perché ho chiamato, per sentire come stai. Da tanto non ci sentivamo poi ieri un tizio ha parlato di turismo dell’olocausto e mi sei tornato in mente. Si lo so che ora ti hanno trasferito nel cimitero monumentale, non è facile per me venire. No, non per i soldi, figurati. E’ che non sono ancora pronto. Ma faro il possibile. Ora vado, ciao zio Marcellino.

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