Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Novembre - ore 17.42

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

La lettera: "Delirio collettivo alle Poste, impiegate umiliate da chi era in coda"

Lettere a CDS
La lettera: "Delirio collettivo alle Poste, impiegate umiliate da chi era in coda"

- In questi giorni di ampio dibattito sulla necessità di stare tutte e tutti a casa per evitare la diffusione del Covid-19, che oltre a mietere vittime giornalmente sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario di molte regioni, c’è chi si spreca per una rigorosa osservanza delle disposizioni anti-contagio in materia di divieto di circolazione per “futili” motivi (come fare jogging o portare una volta di più il cane a fare i propri bisogni) e c’è chi invece si forza di non dimenticare che esiste un’intera categoria di lavoratrici e lavoratori che continua ogni giorno a recarsi nel proprio luogo di lavoro per garantire quei servizi ritenuti essenziali alla cittadinanza tutta.
A tal proposito vorrei condividere questa riflessione dopo aver assistito ad una scena, a mio avviso, di delirio collettivo accaduta venerdì 20 marzo verso l’ora di pranzo, davanti all'entrata dell’ufficio postale di Piazza Verdi. Chi si è trovato in questi giorni a dover usufruire dei servizi postali avrà notato che l’ufficio centrale è stato l‘unico rimasto aperto in modo continuativo, trovandosi code che si sviluppavano su gran parte dell’adiacente Via Chiodo per la grande quantità di gente che si è riversata nell'ufficio, immagine ormai nota a tutti coloro che si trovano ad affrontare una spesa al supermercato.
La scena d’isteria a cui ho assistito è avvenuta perché di fronte all'ennesima coda, una delle impiegate dell’ufficio postale si è trovata a dover comunicare alla massa accalcata di fronte all'entrata (tra cui mi trovavo) che avrebbero dovuto chiudere l’ufficio perché le persone in attesa erano troppe e che se avessero accettato tutti non sarebbero riuscite a chiudere la sede in orario per poter sanificare gli ambienti. Alla notizia le rispettabili persone in coda hanno cominciato ad inveire sonoramente contro l’impiegata a epiteti di “stronza”, “puttana”, a battere i pugni sui vetri delle porte e a fare foto all'interno dello stabile minacciando tutte le lavoratrici che si trovavano all'interno. All'arrivo di due vigili urbani la situazione è rimasta invariata, essendo oltretutto in netta minoranza e impossibilitati ad allentare la tensione creatasi.
Allontanandomi da questa scena di (ripeto) delirio collettivo, poco dopo mi sono imbattuta nelle foto di un blocco pedonale composto da ben 4 camionette dei carabinieri nella piazza adiacente, riflettendo che forse sarebbero state più efficienti di quei due poveri vigili urbani, se si fossero trovati in Piazza Verdi per (anche) tutelare le lavoratrici di quell'ufficio postale, oltre che a svolgere l’oneroso lavoro che stanno compiendo per controllare e vigilare sul rispetto di tutte le ordinanze anti-contagio.
Il mio disappunto non è tanto sul mancato intervento tempestivo, visto la mole di lavoro che le forze dell’ordine stanno affrontando, quanto sulla necessità della presenza di forze armate per poter gestire l’apertura di un ufficio aperto al pubblico per la maleducazione, ignoranza e intolleranza di una parte della cittadinanza, che dimentica che dietro ad un servizio c’è il sacrificio del lavoro, soprattutto in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, dove non tutti si possono permettere di rimanere in quarantena per il lavoro che svolge.
Da cittadina mi sento mortificata rispetto a quello che hanno dovuto affrontare le impiegate in questione, oltretutto umiliate da articoli di giornali che hanno raccontato il “disagio” di persone in coda che non hanno visto eseguire i servizi desiderati in quel momento (ma che hanno dovuto presumibilmente aspettare fino al giorno seguente) senza nessun accenno all'esposizione continua delle lavoratrici e dei lavoratori spesso in situazioni di mancanza delle necessarie risorse per la propria salute e tutela.
Evidentemente la retorica dei “lavoratori eroi” nell'emergenza è valida solo a giorni alterni.

LETTERA FIRMATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News