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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 13.35

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L'ultimo baluardo del football

la Pena Errasti

L´ultimo baluardo del football

- Lassù c’è qualcuno che non ha ancora venduto l’anima al diavolo del calcio del profitto, dell’affare, delle maglie strappate o tolte da dosso per sfregio, del calcio scommesse. Hanno vinto tutte le degenerazioni del pallone, sono l’ultimo baluardo. Numero 16 di Calle Egiguren Tarren, Big Ben Bar. Pedro aspetta lì da sempre, il tema di solito sono le partite in trasferta dell’Eibar. Perchè lì siamo, Paesi Baschi. Pedro, pensionato da qualche anno, riunisce tutti. E’ il capo della ‘Pena Errasti’, il club che raccoglie più di 100 tifosi di Eibar, intitolato e dedicato all’ex capitano ed oggi giocatore dello Spezia. Pedro, sempre lui, aveva già pronta la valigia; per la finale si arrivava in macchina fino alla Spezia. Lì, la Sociedad Deportiva Eibar, è un po’ tutto, e la messa pagana che si svolge periodicamente a Ipurua, vien seguita in uno stadio sempre pieno. 6000 non di più, anche volendo, col breviario in mano e la Madonne che passano. Sono quelli più bonariamente focosi dello stadio, appassionati, caldi, perché l’Eibar, come racconta uno di loro ‘ ce lo portiamo da casa addosso e cerchiamo di trasferirlo a qualunque giocatore poi indossi quella maglia’. Pedro e gli altri si sono incollati al video anche per i play off dello Spezia, alla televisione per il loro idolo:“Ci siamo trovati al Bar come sempre. Jon per noi resta un mito, un giocatore unico, il primo nato e cresciuto ad Eibar che abbia giocato nella Liga e che ci sia soprattutto andato da capitano con la propria squadra. Oggi molti di noi simpatizzano per lo Spezia”. Com’è nata questa iniziativa, un club, una ‘pena’, con tantissimi affezionati, per ricordare per sempre Jon?:“La decisione fui presa il 13 gennaio 2013, era un modo per ringraziarlo di aver fatto grande Eibar e di aver dato tutto in campo per i nostri colori. E’ la maggior ‘pena’ dell’Eibar, e ce ne sono molte altre, 40 in tutto il Mondo. Seguiamo la squadra e soprattutto ci godiamo la Liga, qualche anno fa per noi inimmaginabile”. Chi è per voi Errasti?: “Un ragazzo che come me è cresciuto nel Barrio, che ha iniziato per le strade di Avontza (lo dice in basco.ndr). Che ha radici forti qui, che parla benissimo il basco, che ha rappresentato il cuore dell’Eibar. Siamo saliti con lui capitano dalla Segunda B alla Liga e quando è andato in altre squadre, è rimasto vicino, come il giorno che accettò di giocare per il Real Sociedad. E’ una gran persona, la sua famiglia è molto conosciuta qui”. Allo stadio siete collocati dove?:“Abbiamo la nostra zona, ma te ne accorgi subito di noi, forse perchè l’impianto è talmente piccolo che sembra ci si conosca tutti. Viene innalzato ad ogni gara lo striscione con la sua immagine, per noi è l’orgoglio autentico della nostra terra. Lo Stadio? 6000 anime, ci ha perfino rinunciato la federazione spagnola a farlo ingrandire. Fanno piccoli lavori per portarlo a 7000. In Spagna in Liga, devi avere almeno 15 mila posti. Forse sanno che un giorno torneremo in Segunda, ed allora che ce ne faremo di un impianto di 15 mila?”
Una vita passata a contatto con l’Italia per lui, dipendente per 39 anni della Pneumax. Il calcio nel sangue: “Innamorato di tutto il football, italiano, spagnolo, inglese. Curioso di vedere il vostro stadio che dalle immagini sembra bellissimo”. Jon è atteso a fine campionato ad Eibar per la solita cena annuale, che lui da tre anni non salta per alcun motivo. Più di 200 persone, compreso i parenti di Errasti, che si troveranno per rinnovare l’impegno della ‘pena’:“Faremo tutto quando lui tornerà ed avrà finito la stagione”.

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