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L'opinione di un iscritto al Pd: "Meglio il commissario della permanenza di Federici"

L´opinione di un iscritto al Pd: `Meglio il commissario della permanenza di Federici`

- Tanto tuonò che piovve, e alla fine la maschera di cera del Sindaco Federici si è sciolta come neve al sole.
La cacciata dell’assessore renziano Stretti (ex fedelissimo di Merlo e Paita) ha causato un “effetto domino” che ha portato alle dimissioni di altri tre assessori della Giunta con il conseguente terremoto istituzionale che ne è seguito.
A leggere le reazioni sui giornali e sui social si avverte con forza un generale senso di liberazione nel decretare la fine di questo sindachetto che è riuscito, sia a parole che con i fatti (pochi), nell’intento di essere inviso alla stragrande maggioranza della popolazione.
Di questa incredibile vicenda, l’unica cosa che stupisce è proprio lo stupore del Sindaco Federici (ormai ex), che a suo dire “non si aspettava tale reazione” di fronte all’ultimo insulto al ruolo istituzionale da lui ricoperto.
Probabilmente egli credeva di far passare in cavalleria anche quest’ultima vergognosa epurazione, comminata all’Assessore Stretti per aver osato esprimere perplessità sui diktat della Paita, senza tener conto, nel classico delirio che precede la caduta, che la misura era ormai colma da tempo.
L’uso inqualificabile del ruolo istituzionale da parte di Federici non è certo una novità di oggi, non è un caso infatti che la posizione assunta dai tre assessori dimissionari abbia raccolto una solidarietà così estesa e trasversale anche fuori dal PD.
Tutti ricordano le sorprendenti dichiarazioni di Federici e Ruggia in Comitato Portuale, respinte all’unanimità ovviamente, ma degne di nota in quanto fatte col solo scopo irresponsabile e vergognoso di tentare di bloccare il piano di sviluppo promosso dal Presidente Forcieri, peraltro già precedentemente condiviso con il Comune nel corso di tutti gli step amministrativi e tecnici intercorsi; tutti inoltre hanno ben presente anche le sue continue imbarazzanti sparate sui giornali, che incredibilmente non sono cessate neanche nel corso della grave crisi istituzionale del Comune.
A fronte di tali comportamenti stupisce anche l’improvvida dichiarazione: “La città prima di tutto”, pronunciata proprio da chi, come lui, ha sempre sacrificato l’interesse pubblico per condurre insensate e fallimentari guerre personali.
Come militante PD non posso che accodarmi alle tante attestazioni di solidarietà agli Assessori Pollio, Natale e Basile per il gesto tanto doveroso quanto serio e responsabile che hanno compiuto nell’interesse della collettività.
Ora non resta che fare un’analisi laica di questa incresciosa vicenda, traendo le conclusioni più ovvie: lo spazio politico per una ricomposizione evidentemente non esiste, vista la totale compromissione di Federici, inoltre gli assessori dimissionari hanno categoricamente negato qualunque eventuale ripensamento.
A conti fatti risulta evidente che qualunque tentativo di “recupero” del sindaco, anche volendo, sarebbe solo un inutile accanimento terapeutico; anche per questo Federici dovrebbe prendere atto che l’unica strada di buon senso passa dalle sue immediate e doverose dimissioni che portino a un commissariamento fino alla naturale scadenza elettorale.
Non mancheranno, anche dentro al PD, i soliti “soloni” delle astruse alchimie di partito, ma sta di fatto che la cittadinanza è smarrita e non ne può più di questa situazione; anche fra gli addetti ai lavori si rafforza ad ogni ora la convinzione che un Commissario con poteri di ordinaria amministrazione possa essere di certo meno dannoso rispetto alla permanenza di questo individuo irresponsabile che ha umiliato fin troppo un’Istituzione democratica importante come quella del Sindaco.
L’unico modo per recuperare credibilità da parte del PD è sintonizzarsi quanto prima con il sentimento della popolazione, le dilazioni degli organismi e le forzature partorite nelle segrete stanze non sono più digeribili, speriamo lo capisca anche il Commissario Ermini, prima che sia (di nuovo) troppo tardi.

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