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L'enigma delle cinque porte nelle mura cittadine precedenti al Seicento

di Alberto Scaramuccia

L´enigma delle cinque porte nelle mura cittadine precedenti al Seicento

- Per ciò che scrivo oggi, mi pare davvero di compilare la lista della spesa, ma si tratta di questione mai affrontata dalla ricerca che ha ignorato un bel punto interrogativo.
Si sa che la Spezia prima dell’Arsenale era chiusa dentro un circuito murario dove si aprivano sei porte: Biassa da BankItalia, San Bernardino dal Museo Diocesano, Sant’Agostino in Piazzetta del Bastione, del mare in Piazza Mentana, del Carmine al Camec, di San Francesco in via Sapri.
Questo giro di mura, però, è l’adeguamento seicentesco alla necessità che ha Genova di meglio tutelare il Golfo. Quello precedente, nella sua corsa davanti al mare, s’arrestava poco prima di via Sapri e anche l’angolo nord-ovest era più contenuto.
Nel vecchio circuito, ecco il busillis, si aprivano solo cinque porte. Ubaldo Mazzini che ha affrontato la questione per primo ed è fonte per ogni ricercatore successivo, ci fornisce il nome di quattro di esse: Santa Maria presso la Chiesa, Sant’Andrea dall’ospedale di via Biassa, Romana probabilmente presso Sant’Agostino, della Cittadella vicino a Sant’Antonio, la chiesa abbattuta un’ottantina di anni fa che stava nei pressi di BankItalia. Quindi della quinta ignoriamo nome e posizione.
Ognuna di queste porte, poi, era prossima ad una torre che contribuiva a difenderla. Di tutte conosciamo il nome che era in latino: Santa Maria, Sant’Andrea, Romana, del mare e “Nova”, l’unica di cui riportiamo l’appellativo nella lingua dei padri.
Bene, delle prime tre risulta facile per l’omonimia il collegamento con la rispettiva porta. La porta del mare mi pare evidente che si aprisse nel braccio meridionale che, dice l’Ubaldo, correva “a tergo delle case a monte di via del teatro”, uno dei due nomi che via Sapri ha portato prima dell’attuale denominazione.
Quindi, procedendo per esclusione, Nova, un nome che posso immaginare fosse dettato dall’essere l’ultima arrivata, era la torre della porta della Cittadella. Sulla carta di oggi starebbe orientativamente all’incrocio delle vie Colombo e Sant’Antonio.
Questo che dico io, anche se la ritengo fondata, è comunque solo una supposizione che non è supportata da alcuna ricerca precedente e, ciò che più conta, neppure da nessun documento. Ho solo cercato di fare due più due, sapendo peraltro di non essere mai stato bravo nel fare le operazioni.
Però, mi chiedo, perché a nessuno è mai saltato il ticchio di fare questa addizione?

PS: chi sia interessato a leggere la storia delle mura dell’Ubaldo, la trova sul Lavoro del 18 luglio 1896 e nei tre numeri successivi. Dove? ma sul sito degli antichi periodici spezzini, ovviamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il perimetro delle mura seicentesche. Il tratteggio indica la probabile posizione del confine precedente Archivio CDS


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