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Il servizio ferroviario nelle Cinque Terre e la “cortina fumogena” di Berrino

Il servizio ferroviario nelle Cinque Terre e la “cortina fumogena” di Berrino

- Dobbiamo riconoscere all’assessore Berrino la capacità di cambiare discorso ed evitare, ancora una volta, di rispondere nel merito alle domande che arrivano dal territorio delle Cinque Terre. Anzi, di riuscire persino a negare con agilità l'evidenza, quando afferma che "il servizio sarà lo stesso rispetto allo scorso inverno, in cui non sono stati registrati disagi per i pendolari".
Così parla di “un treno regionale ogni ora”, senza ricordare che è stato cancellato l'unico treno che da anni viaggiava nelle Cinque Terre tra le 8 e le 10 del mattino, lasciando un buco di due ore in una delle fasce principali della giornata.
Con un “volo ardito” dimentica anche i sette treni al giorno in meno rispetto all'orario in vigore fino al 2014, fondamentali per chi ha costruito sul treno - unico mezzo di trasporto pubblico nella nostra zona - la propria vita lavorativa e sociale.

Con un ulteriore volteggio l'assessore fa riferimento al servizio IC, citando le fermate a Monterosso (rara boccata d'ossigeno, seppure più onerosa, in un territorio in cui sono stati tagliati diversi collegamenti diretti con Parma, Milano, Torino, fondamentali, oltre che per i turisti, per svariate altre necessità, quali visite ospedaliere o frequenze universitarie) dimenticando che gli IC sono responsabilità dello Stato e non della Regione. E se già l'anno scorso l’assessore aveva detto che sarebbe stato "uno spreco di denaro" introdurre nelle Cinque Terre un servizio pari a quello esistente tra Sestri Levante e il capoluogo, quest'anno afferma addirittura che "non ci sono fondi”, a fronte di milioni di turisti che nel solo 2016 hanno portato almeno 20 milioni di € di introiti a Trenitalia e che per il 2017 potrebbero essere anche di più.

Per giustificare questa tesi sostiene persino che "gli introiti della card servono al Parco per mantenere i sentieri e i dipendenti" e che se queste non fossero vendute, potrebbe utilizzare le risorse per servizi ferroviari aggiuntivi. Peccato che la quota parte di ricavo delle Card multiservizi (sentieri + treno) corrisposta dal Parco a Trenitalia sia di 10 € e corrisponda quindi esattamente all’importo del biglietto giornaliero ferroviario da 10 €, previsto in delibera dall’assessore Berrino ma mai reso operante. L'introduzione del biglietto ferroviario giornaliero da 10 € sarebbe un doveroso servizio per gli utenti, da affiancare alla 5TerreCard, che comprende servizi non da tutti richiesti o usufruibili, come abbiamo visto in queste quattro settimane di sentieri chiusi. Se lo Stato non finanzia adeguatamente il Parco per la manutenzione del territorio è altra questione.

Che Berrino dia piuttosto una risposta alla domanda se lui come Assessore ai Trasporti della Regione, responsabile per Legge del finanziamento e della pianificazione del servizio ferroviario, abbia stabilito accordi con Trenitalia per l’espletamento del servizio vantaggiosi per l’ente Regione e per i suoi cittadini. E’ vantaggioso un accordo in cui gli utili dei ricavi da tariffa vanno al 100% a Trenitalia invece che alla Regione affinché li possa ridistribuire per un servizio finalmente adeguato? E’ vantaggioso un Contratto di Servizio della durata di ben 15 anni con cui la Regione si impegna a cedere a Trenitalia tutti i ricavi da tariffa, ivi compresi quelli da biglietto maggiorato sulle Cinque Terre? Queste ultime sono le domande a cui l’Assessore ha dato le più eclatanti non-risposte.

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