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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Maggio - ore 09.55

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Il ricordo di chi è andato da Bandecchi

di Bert Bagarre

sprugoleria
Il ricordo di chi è andato da Bandecchi

- Per ognuno di noi, e non solo nei pressi della Sprugola, questi sono giorni tristi ché con più forza ricordiamo chi portiamo nel cuore perché non ci è più vicino.
Elaborare la mancanza non è mai stato facile. Sono tante le maniere con cui ci si è industriati perché comunque si doveva venirne fuori.
Da queste parti si usava una frase con cui si cercava di esorcizzare la morte. Usata inizialmente per scongiurare la propria scomparsa, quella locuzione si era poi allargata ad indicare la dipartita di ognuno di noi.
Traeva origine da un custode del camposanto che per non so quali meriti o motivi era passato alla storia ed era stato elevato al rango di leggenda diventando di fatto per un’incredibile forma di metonimia, sinonimo dell’andata nel mondo dei più.
Costui, il protagonista di questa nostra storia, si chiamava Bandecchi ed “andare da Bandecchi”, ossia nel cimitero di cui deteneva le chiavi, era l’espressione a cui gli Sprugolotti d’antàn ricorrevano per dire di una persona che aveva lasciato il mondo terreno. Questo modo di dire lo si usava spesso e parecchio, ma progressivamente è andato in disuso, sparito dalla circolazione, tanto che ai giorni nostri se ne è quasi del tutto persa la conoscenza. Se ti capita di dirlo davanti ad un giovanotto magari appena uscito dalla maturità, puoi sentirti rispondere che quell’autore non glielo hanno mai fatto studiare.
Eppure è locuzione di origine ben antica. Il Bandecchi, infatti, era il guardiano del cimitero che prima che si facesse quello dei Boschetti, stava grosso modo nei pressi dell’attuale via Costantini. Là, infatti, si era fatto il camposanto, e là lo vediamo indicato nelle mappe, in ossequio all’editto con cui Napoleone nel 1804 aveva disposto che i cimiteri si collocassero lontani dai centri abitati. Da quel versante, il nostro terminava dove oggi sta piazzetta del Bastione, dunque ben distante dal luogo dell’ultimo riposo.
Certo è curioso che due luoghi dove nessuno vorrebbe mai andare, il cimitero appunto e la prigione, venissero indicati dagli antichi abitanti della landa della Sprugola con il nome di un loro sorvegliante: della carceri Pincetti fu lo storico guardiano e andare da Pincetti voleva dire che si era privati della libertà personale. Siccome non c’è nessuno che faccia il tifo per andare all’altro mondo o finire in gattabuia, mi sono fatto l’idea che personalizzare quei luoghi con il nome di un loro storico “tenutario”fosse proprio il modo con cui si cercava di scongiurarne l’eventualità.
Sono giorni di commozione questi; non si pensi che sia irrispettoso se cerco di dirne in questa maniera.

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