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Il "pissipissi" fra i banchi del mercato

di Bert Bagarre

sprugoleria
Il "pissipissi" fra i banchi del mercato

- La Crusca lo certifica già a inizio Settecento, ma pissipissi sinonimo di bisbiglio è consacrato da una canzone del 1960 che diceva i segreti essere custoditi dagli angeli fra le nuvole. Nello stesso tempo a Sprugolandia i segreti venivano salvaguardata dai banchi del mercato dove le donne andavano con la sporta sotto braccio a fare la spesa, chi prima e chi dopo. L’orario della discesa in campo non era dettato da particolari motivi, ma solo dall’abitudine che coagulava gruppi di signore che si ritrovavano negli stessi momenti. Se non esistevano già, anche in questo modo nascevano amicizie e comunanza di sentimenti, altrettanti stimoli a scambiarsi suggerimenti su più cose.

Se inizialmente ci si consigliava su quali cibi acquistare per imbandire la tavola per il prossimo mezzodì, le idee erano puntualmente accompagnate dalle vicendevoli spiegazioni su come meglio procedere nella preparazione del piatto.
Così nascevano le ricette che ogni donna, dopo averle appresa dall’amica, si ripeteva nella mente senza pausa fino al ritorno a casa, quando, impugnato il lapis, scriveva frettolosa le nuove informazioni culinarie sul quadernetto dove già stavano le altre apprese precedentemente. Roba d’altri tempi, quando la comunicazione era solo verbale: poche case avevano il telefono e google era solo il verso che faceva il lavello quando, intasato, interveniva la ventosa a stapparlo.

Ma non si pensi che il pissipissi fosse solo di natura alimentare. Era, invece, un grosso contenitore al cui interno stavano confidenze di ogni genere, dal marito troppo bricconcello all’insegnante del figlio, senza dimenticare il vicino di casa che è così gentile e tanto carino. E poi non mancava mai, e come avrebbe potuto, il pettegolezzo, la ciarla maligna sul nuovo profumo, molto costoso e coinvolgente, della comune amica. Quella magari se l’era preso per la fragranza e quelle ci costruivano sopra una storia che, a ben vedere, trovava le radici in comuni frustrazioni.

Del resto, il gossip ha origine antica, da quando nell’Olimpo le amiche sussurravano all’orecchio di Giunone le scappatelle di quel discolo di Giove, e da sempre rappresenta lo sfogo per mettere da parte, almeno temporaneamente, i propri problemi. Succedeva, succede così dovunque, ma e ciace-e nella landa della Sprugola godono di un valore aggiunto in quanto colmano il vuoto del mito che questa terra, purtroppo, non conosce sì che la maldicenza sull’amica suppliva alle malefatte degli dei. Considerazioni quasi metafisiche ma quanto cose potrebbero dire i banchi del mercato di quei tempi là se solo avessero potuto parlare!

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