Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 04 Marzo - ore 09.12

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Il libertinismo di Antonio e Santina

di Alberto Scaramuccia

Una storia spezzina
Monterosso

- Dei lettori chiedono per quale motivo la rubrica solo saltuariamente accenna a quella che in questa landa era la morale corrente in materia di vita di relazione. Facile a dirsi. È vero che ogni popolo ha dei suoi costumi nei rapporti interpersonali e anche da questi si ricavano indicazioni sull’indole e sui caratteri di quella gente, ma si è evitato di dirne ché è alto il rischio di precipitare nel morboso o, peggio, ancora, nell’osé, due categorie che non si confanno ad una rubrica che si pubblica in fascia protetta.
Dato, però, che continuo a ricevere richieste del genere, dirò su questo tema anche se in maniera un po’ particolare: in due puntate e sfruttando una ricerca che oltre un secolo fa condusse il nostro Ubaldo, gran briccone anche quando, diventata persona seria e rispettabile, non dimenticava la sua origine di monello dispettoso e a volte anche un po’ boccaccesco.
Ebbene, il grande Nostro scartabella fra registri degli antichi notari, fonti preziose anche di notizie che esulano dalla norma.
Va indietro fino al 1382 e trova un paio di vicende che sembrano storielle ma sono legittimate dalla firma dell’esponente di una categoria che da qualche secolo ormai vantava fede pubblica.
Dunque, ci sono due storielle di natura, diciamo così, pruriginosa, che si svolgono in un borgo delle Cinque Terre che non dico per evitare che i suoi abitanti abbiano a risentirsene pur non avendo alcun rapporto con i protagonisti delle storie.
C’è il fatto del lanaiolo Antonio e della sposa Santina, nome che non ne rispecchia la condotta. Infatti, era stata più volte trovata in adulterio, sia in casa che fuori, etiam cum pretio: evidentemente, non cercava solo la propria soddisfazione.
Lo sposo con atto rogato dal notaro Luigi Tommaso Belgramo la perdona pro bono pacis et utilitate sua: questo perché il banco di Gregorio Squarciafico su commissione della moglie gli rimette 40 fiorini d’oro.
Ma i due si fanno reciproche concessioni. Lei non ha nulla da ridire se lui si prende una donna e la tiene con sé, ma riceve in contraccambio uguale diritto: lo può fare un amico e con lui congiungersi secondo quel che loro detta il reciproco libero arbitrio.
L’atto che ignoro se fosse gravato anche da imposte di registrazione, devo dire che non mi scandalizza più di tanto. Ricordo ancora che nel ’68 Jacqueline e Aristotele si sposarono dopo aver stipulato un contratto che elencava puntigliosamente il numero dei fine settimana che avrebbero passato insieme ed anche le volte in cui avrebbero condiviso il talamo nuziale.
Non è proprio l’identico caso di Antonio e Santina, ma insomma...

ALBERTO SCARAMUCCIA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




FOTOGALLERY






















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News