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Il caminetto di Sissi

di Piero Donati

Il caminetto di Sissi

- Nella sua vita errabonda, conclusasi tragicamente nel 1898, l'imperatrice Elisabetta d'Austria – più nota come Sissi – fece tappa più volte, dal 1861 in poi, nell'isola di Corfù e qui, fra il 1889 ed il 1891, fece costruire l'Achilleion, un'imponente villa circondata da uno splendido giardino, che lei volle intitolare all'eroe omerico.
Il progetto fu affidato agli italiani Raffaele Carito e Antonio Landi, ed italiani furono anche i decoratori degli interni; l'eco di questa impresa, amplificata dalla notorietà del personaggio della committente, durò a lungo e può essere ancora colta in uno dei migliori romanzi di Edgar Wallace, The Clue of the Twisted Candle (1918), nel quale si parla di un favoloso palazzo costruito da un non meglio precisato architetto italiano per Remington Kara – il contraltare negativo del protagonista – ad una sessantina di chilometri da Durazzo, e dunque nelle immediate vicinanze dell'Achilleion, il quale sorge sul lato dell'isola che guarda alla terraferma.
Si deve dunque ad un italiano la scelta del marmo portoro per la realizzazione di un caminetto, di sobria eleganza, ancor oggi esistente all'interno dell'Achilleion, segnalatomi dall'autore dello scatto, lo storico dell'arte e cantautore Franco Boggero. Questo caminetto va dunque ad aggiungersi alla fitta schiera dei manufatti in portoro sparsi per l'Europa (le colonne del Museo Nazionale di Stoccolma, la mostra del negozio Cartier di Rue de la Paix a Parigi, le mensole della sala da pranzo – celebre per i mosaici di Klimt – di Casa Stoclet a Bruxelles, per non parlare dell'arredo ecclesiastico) a testimoniare il fascino che questo nobile materiale lapideo, un tempo gloria di Portovenere, ha esercitato per secoli presso i committenti più aggiornati ed esigenti a partire dai primi anni del secolo XVII, come ho cercato di dimostrare attraverso un contributo apparso il 18 gennaio 2015 in questa stessa sede (leggi qui).

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