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Il calcio è poesia- Villa 1-11-14

Il calcio è poesia- Villa 1-11-14

- Alcuni anni fa scrivemmo proprio partendo da queste pagine cos’è il Picco per noi, un pensiero di un giornalista, null’altro, parlando di calcio. Una cultura che non sarà mai subcultura:”Lo stadio Alberto Picco ha una peculiarità, che nessun altro può avere, se hai vissuto lì dentro certe partite, se le hai sudate con i giocatori. E’ l’unico che sembra pieno anche quando è vuoto, che dall’esterno ti trasmette anche a luci spente cori e suoni. Senza neppure che un pallone rotoli. E’ uno stadio modello inglese unico, forse nella struttura, come pochi altri, dove vivi di passioni”. Ne parlammo con Federico Buffa che solo poche sere fa, in una piazza cittadina, qui ospite, ha ricordato la cosa e l’ha estesa:”Mi hanno parlato di uno stadio che sembra pieno anche se è vuoto, e credo che solo un altro possa esser paragonato, quello del San Lorenzo Almagro. In Argentina è come se mi avessero raccontato la stessa storia, curioso”. L’accostamento è davvero importante anche perchè basta vedere e leggere la storia di ciò che è la tifoseria del San Lorenzo per capire meglio la valenza di ciò che Buffa ha detto, partendo da un numero che sembra banale ma che banale non è: 1-1-14, il quartiere povero nel Bajo Flores, che si trova di fronte allo stadio Bidegain, da dove arriva la magia appartenente alla gente che tifa San Lorenzo e dove nascono i corio che poi vengono cantati dentro. Il paragone è importante perché fuori dallo stadio, spesso si sente echeggiare un suono, in quel posto sperduto e forse messo da parte anche da Dio, da un qualunque Dio. Un coro, che ripreso da altra gente forma un grido ed una canzone. Il numero indica solo le ville che nei prime decennio del secolo vennero semplicemente unite per formare agglomerati di povera gente. Dal 2000 il comune di Baires non riesce a fare le modifiche urbanistiche, proprio non ce la fa, non riesce a parlare con la gente, presa dal calcio e dalla povertà. Le cose più importanti delle cose meno importanti. Il San Lorenzo per altro, uno stadio più nobile lo aveva ma venne sfrattato per costruirci un supermercato. Uno stadio smontabile, proprio quello davanti al quartiere 1-11-14. Per quasi cinquant’anni a San Lorenzo hanno visto il calcio così, tra strada, fame e pallone che viaggiava, non dovendo neanche guardare dal buco della serratura, era già dentro. Ci hanno anche vinto una Libertadores in tal posto, finchè si sono ricomprati il terreno che gli avevano tolto, hanno raso al suolo il supermarket della Carrefour e sono tornati a giocare lì. 1-11-14 in Argentina è una sigla un po’ sinistra, ma abbinata al calcio fa spesso sorridere perché in quell’impianto la gente si è fatta tribù. Un po’ come al Picco.

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