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Il calcio è poesia-Uno a casa, l'altro al Parco con gli amici

Il calcio è poesia-Uno a casa, l´altro al Parco con gli amici

- C’è una teoria per spiegare chi siano oggi i due più famosi giocatori al Mondo, gente che prova, con successi continui, a far dimenticare chi ha fatto un’altra storia del calcio. Successi che non intaccano quelli scarsocriniti, che hanno visto giocare El Dies, Diego Armando Maradona, o Cruijff o Pelè, o anche solo Garrincha, o perfino il Brasile del 1970, una delle orchestre perfette del football mondiale e della sua gente. Perchè chi siano realemente Cristiano Ronaldo e Leo Messi lo ha spiegato tempo fa Rene Meulesteen, uno dei maggiori e più fedeli assistenti, da sempre, per fino in pensione, di sir Alex Ferguson, rispondendo alla domanda di Guillem Balangue, un giornalista di Sky ed As:” Immaginiamo che si stia giocando in uno stadio, e che di colpo tutti i riflettori si spengano e cali il buio totale. Ronaldo, a quel punto, se ne tornerebbe a casa, Messi invece prenderebbe il pallone ed se ne va a giocare al parco vicino con i suoi amici”. Due visioni diverse, per raccontare e descrivere quasi alla perfezione chi siano coloro che infiammano di visioni fantatiche i sonni dei bambini di oggi, che corrono meno di quelli di una volta anche con il pensiero, ma che amano lo stesso la sfera da calciatore. Dal 2008 il calcio sono solo loro, 5 palloni d’oro per Messi, 4 per Cr7, che farà di tutto per prenderne un quinto. E glielo ha eprfino detto già quando prese il terzo, in un orecchio durante il finale della premiazione. Resterà sempre, nella gente che vede, quel senso di impotenza nel dover giudicare chi sia fondamentalmente il più forte dei due, con tanti distinguo: uno, Leo, ha sempre giocato nel Barcellona, e sempre adottato la stessa filosofia di gioco. Ronaldo si è dovuto spostare ed adattare. Entrambi sono artisti di strada, quelle di Rosario da una parte e di campetti stretti e polverosi della periferia; o la Quinta do Falcao, quella strada in salita dove Ronaldo, a casa sua, Funchal nell'isola di Madeira, ha iniziato a scartare perfino i marciapiedi. Resta la bellezza di un movimento dell’uno e la velocità dell’altro, l’apparire dell’uno e lo scomparire, quando serve, dell’altro. Uno segna e rivolge al cielo il suo pensiero, l’altro a terra. Riprendendo quella farse di Meulesteen.”Se si spengono le luci,uno a casa, l’altro al parco”. E tutti a guardarli per sempre.

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