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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Luglio - ore 22.15

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Il calcio è poesia-Quando lo Spezia vestiva nerazzurro

Il calcio è poesia-Quando lo Spezia vestiva nerazzurro

- 1949, lo Spezia era già nerazzurro e Giulio Cappelli lo chiamavano dottore. Era stato un’ala sinistra che per un’ora giocava in modo sopraffino, con rifiniture sapienti, poi si defilava fatalmente. Era nato alla Spezia e sarebbe passato da calciatore prima al Livorno poi alla Lucchese senza sommosse di popolo, giocando anche due partite in nazionale ed un gol. Sarebbe diventato poi dirigente dell’Inter e grande scopritore di talenti. Lui anticipò Massimo Moratti. È stato il primo infatti a far indossare il nerazzurro allo Spezia, e nel senso letterale del termine. Tutto avvenne all’Arena di Milano, la stessa che quattro anni prima aveva regalato un titolo poi riconosciuto. Lo Spezia terminò quel campionato di B ‘48-’49, ritornato a girone unico, in modo difficile e culminava con uno spareggio contro il Parma per non retrocedere. Si giocava a Milano e quel pomeriggio, 10 luglio del 1949, quando l’arbitro Pieri di Trieste andò a fare la conta ci si accorse che non tutte le maglie dello Spezia erano arrivate. Giulio Cappelli è lì sugli spalti ed avverte il problema. Giacomo Semorile se lo vede davanti alla porta degli spogliatoi. È una delle ultime ambasciate dello storico dirigente perché sta per dare le dimissioni. Cappelli parla con un magazziniere che da un armadio tira fuori di tutto punto una muta intera di maglie dell’Inter. Lo Spezia va in campo da nerazzurro. Ci sono Fabbri, Amenta, Bragoni, Rostagno, ma non gioca Zordan e non c’è neanche Costa, all’ultima stagione. La gara è vibrante solo all’inizio. Segna Pozzo, poi Bragoni, e Mangini ed ancora Pozzo; Wando Persia, oramai a fine carriera, quell’anno giocherà solo 6 gare, vive la partita tanto intensamente sugli spalti da lasciarci quasi a pelle per un malore. Alla fine il Parma con Marchi ottiene il suo gol. Finisce 4-1, la grande paura è passata, lo Spezia salva una stagione quantomeno tormentata e lo fa con una casacca particolare che mai aveva messo addosso. L’azzurro si, il bianco, più tardi anche in nero ed amaranto; ma quella resta l’unica volta che il nerazzurro tinge l’aquilotto. Pochi giorni dopo il consiglio direttivo dello Spezia manda una lettera a Cappelli per ringraziare del prestito. Dall’Inter risponderanno con la richiesta di una amichevole che per tanti motivi non riuscirà quell’anno a giocarsi. Pochi giorni dopo Scarabello assume le redini tecniche, Farina diventa presidente, e quasi per festeggiare lo Spezia si compra un altro Cappelli, ma dall’Entella.

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