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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 11.54

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Il calcio è poesia-Non potevo dirgli che era un fuoriclasse

Il calcio è poesia-Non potevo dirgli che era un fuoriclasse

- Severo, imparziale, duro. L’eleganza statuaria di un signore del calcio. L’abominevole tiranno che esercitava la sua dittatura senza possibilità che venisse contestata, oggi è un signore di 83 anni che fa i conti con il tempo che fugge. Sergio Gonella è stato ed è il più grande arbitro italiano di sempre. Un uomo che forse, per dirla alla Galeano, ha anche soffiato i venti della fatalità del destino annullando o convalida un gol, ma che per primo ha potuto dare forza al suo mestiere, forse più di quanto abbia fatto concetto Lo Bello. Gonella è e resta l’unico arbitro italiano che sia riuscito a dirigere una finale di coppa del Mondo ed una finale dell’Europeo ( ‘76 e ’78, a Baires quest’ultima), cosa che non è riuscita perfino a Rizzoli e Collina. La sua è una storia forte, anche quando il tempo galoppa, con un cruccio. Perchè tra un arbitro ed un giocatore amici mai, anche questo per storia. Sia da quando l’arbitro portava per antonomasia il lutto, vestendo di nero, sia da quando lo hanno colorato, e dai colori rimane quasi nascosto.”Ammiravo Gianni Rivera, ma non potevo dirli che era un fuoriclasse”, racconta Gonella. E come avrebbe potuto dirglielo.Nel tempo in cui lui, astigiano, non poteva dirigere Juventus e Torino, ed era regola. Il distacco tra lui ed i calciatori al tempo era così sacro da creare un muro che per lui è rimasto intatto per decenni. “Ammiravo Gianni Rivera, ma non potevo dirgli che era un fuoriclasse”, ripete. Si sono ritrovati anni fa, quando Gonella per volere della Federcalcio, è stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano e si sono stretti la mano, forte. Forse lì, quel muro, un po’ e crollato, quello che per anni ha diviso due persone uniche, che si stimavano senza poterlo dire pubblicamente, in un era dove forse le televisioni non avrebbero ancor di più amplificato a intollerabile dismisura quel contatto. Dal principio alla fine, ad ammirarsi, guardando da lontano.

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