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Il calcio è poesia - Nino si è fatto uomo, ed ora smette

Il calcio è poesia - Nino si è fatto uomo, ed ora smette

- Si parlò di un testo dedicato a Bruno Conti ma la realtà emerge come nelle poesie, sempre dopo. E’ il calcio. Questo si fatto poesia. Perché quella canzone sulla leva calcistica del 1968 e quel ragazzino, Nino, che cammina che sembra un uomo con le scarpette di gomma dura dodici anni e il cuore pieno di paura, si è fatto uomo. A distanza di anni proprio lui, Francesco de Gregori, stravolge quasi il senso di quella splendida opera, anche se magari non lo sa. E rivede in Totti un uomo nuovo, che chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrà di giocatori tristi che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar e sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai. Nella storia di Totti, quella finale, come in una poesia, De Gregori è entrato in questi giorni, come può piacere a molti, con parole belle, anche quelle una canzone:”Se diciamo fine carriera, per un uomo come Totti, diciamo una cosa sbagliata, perché la carriera appartiene all'uomo, non al calciatore. Totti è tutt'altro che alla fine della carriera come uomo: ha dimostrato di essere un grande del calcio e probabilmente per motivi anagrafici adesso non potrà più esserlo". Lo ha detto a Radio Radio il cantautore- "ma il suo attaccamento alla maglia, allo sport, il suo senso sportivo, e vorrei dire anche il suo senso dell'umorismo, sono una cosa che continuerà ad accompagnarlo e ad accompagnare noi tifosi della Roma e tifosi di Totti per moltissimi anni ancora. Io ho molto apprezzato Totti in questi ultimi mesi: la sua leggerezza nello stare in panchina, il suo non creare problemi e non dire mezza parola sbagliata, anche il giochetto con Pjanic in Sassuolo-Roma, quando gli ha dato il 'coppino' sulla testa. Insomma, questo momento di goliardia all'interno di una partita non risolta come in quel caso è servito molto a sdrammatizzare tante cose che girano intorno al calcio e alla Roma. Quindi credo che io sarò grato a Totti anche di questo, non solo per i grandi gol che ha fatto e per le grandi partite che ci ha fatto vincere, ma anche per questo atteggiamento da intellettuale". "Alla gente – ha conluso- farà ridere sentir dire 'totti intellettuale', ma Totti più o meno inconsapevolmente è stato un intellettuale del calcio e lo sarà sempre di più mano a mano che andrà avanti negli anni. La sua carriera non è affatto finita: è finito il suo momento agonistico, ma sicuramente potrà dare molto al calcio, alla comunicazione, alla società".Il ragazzo si è fatto e non ha più le spalle strette.

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