Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Marzo - ore 22.03

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Il calcio è poesia - Lo stile di Josef Masopust

Il calcio è poesia - Lo stile di Josef Masopust

- La vera tattica al tempo era confondere. Nei numeri, nelle posizioni. Scambiare le maglie, tingere i capelli, tagliarli. Deformare una realtà che era virtuale, riportata di voce in voce, amplificata. Su questa situazione tattica, per poco, la antica Cecoslovacchia calcistica non ci costruì una vittoria mondiale. Il talento lo aveva, la furbizia anche, così gli uomini ed i piedi buoni. Il succo della storia è tutta in un gol, come un mosaico che si compone. Un giocatore, Josef Masopust, che fa il mediano quando difende ma l’attaccante quando attacca (sostituito nel ruolo di copertura proprio da un avanti) che squilibra la visione delle cose. Di ogni allenatore. Spagna battuta di misura in una gara decisiva del mondiale del 1962 così; Puskas, Suarez e Gento che attaccano, Masopust ed i colleghi che difendono fino a rubare palla. Poi, quel mediano diventa quasi un centravanti, che inizia l’azione e la conclude. Iberici castigati al 79’ quel giorno azione che parte da Masopust, va verso Schereer fino a Stibrany. Gol. Masopust non fu solo talento ma anche bellezza d’animo. Angelo Rovelli racconta un episodio in maniera fantastica in un libro che narra del romanzo dei mondiali e spiega come Pelè, azzoppato dalla Spagna, giocò la finale contro la Cecoslovacchia proprio uomo contro uomo contro Masopust che lo ripettò da infortunato.” Palla ai limiti dell’area ceka, gli arriva sul piede a Pelè che tende la gamba destra e stoppa; Masopust che insegue il pallone si ferma, quasi consapevole, dinnanzi all’avversario. Masoput non si muove, ed il perché chi osserva sugli spalti non lo capisce. Il Ceko guarda Pelè che rimane un attimo perplesso:’ Di tacco dai’ gli grida Zito e Pelè così fa. Masopust non volle entrare in contrasto col brasiliano per evitare che quel malanno si aggravasse”. I due, anni dopo, per questo si tenderanno sinceri una mano. Quel giorno la Cecoslovacchia raggiunge lo stesso il miglior risultato della storia, finalista contro il Brasile di Gilmar, Vavà, Amarildo, Zagallo e Garrincha, che vinse 3-1. Il 17 giugno del 1962 a Santiago fu proprio Masopust a segnare l’unico gol dei cechi. L’onda dello stile e della classe lo portò proprio in quell’anno al Pallone d’oro, il primo giocatore dell’est a riuscirci. Partì dalla squadra della sua città, il Banik Most, prima di fare il salto nel Dukla Praga, con cui giocò 16 anni, dal 1952 al 1968, 8 titoli nazionali, tre Coppe nazionali. A lui non fu mai permesso di militare in una squadra estera: divenne professionista nel 1968, a 37 anni, quando fu lasciato libero di andare in Belgio nel Crossing Molenbeek che guidò alla promozione in prima divisione. Spegnendo un’epoca virtuosa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure