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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 23.40

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Il calcio è poesia - La palla che non volle varcare la riga bianca del Picco

Il calcio è poesia - La palla che non volle varcare la riga bianca del Picco

- La palla che non varcò mai la riga bianca del Picco arrivò nel primo pomeriggio e si bagnò immediatamente. Quando il signor Scalise la scodellò sul terreno di gioco per l’avvio della partita, rimase a lungo ferma senza saltellare, dubbiosa. Poi quello Spezia-Alessandria del 25 marzo del 1984 iniziò tra i frastuoni di tifosi e nel dovere di vincere per salvarsi. Quello era ed è lo Spezia, in eterno. Farinelli, il geometra lento del centrocampo della squadra di Galbiati, realizzò presto un rigore ma poi fu subito sofferenza. Quel gol della tranquillità che non arrivava, la pioggia che continua a scendere; Cavagnetto, Camolese Manueli che sembravano Didi, Vavà e Pelè. Ed il tifoso dello Spezia lì, pronto ad ingoiarsi ogni berretto ed a bestemmiare. La palla che non oltrepassò mai la riga bianca così decise di regalare un acuto, rendersi unica nella storia di quello stadio; Ferrara ed il suo armadio, un centravanti che sembrava uscito con tanto di corazza ed armamentario dalle leggende degli anni quaranta, fu lanciato ancora da Farinelli, in area. Veloce non era, ma fece uno scatto quasi inusuale per lui; saltò Battiston, gli si fece incontro il portiere Carraro e nulla potè davanti alla voglia sfrenata del numero 11, che in passato aveva giocato anche nel Bologna. Ferrara e tutto il peso che aveva addosso, diedero un sonoro destro alla sfera, di piattone e questa si avviò verso la riga della gloria. Al minuto 66’ però la palla, perfetta nella sua forma, decise di prendersi una pausa e si fermò improvvisamente nel suo correre in una pozzanghera, esattamente sulla riga bianca, con Ferrara già voltato che a centrocampo veniva festeggiato dai compagni. Furono solo le urla dei tifosi a fargli capire che no, non era gol. Sgarbossa, Lorenzo e Carraro recuperarono con facilità perfino irrisoria quella sfera tra lo stupore generale e l’azione ripartì. Spiegarono a Ferrara, solo qualche minuto dopo, che il pallone si era ribellato al suo destro.

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