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Il calcio è poesia-L'uomo che inventò il calcio mercato moderno

Renato Cavalleri, il diesse che creò Cabrini, Altobelli, Beccalossi, Maifredi e...Gallo

Il calcio è poesia-L´uomo che inventò il calcio mercato moderno

- Si dice abbia inventato lui il calcio mercato moderno, anche se erano anni ottanta. Si dice anche fosse un bravo allenatore. Si dice anche che, classe 1925, da Mentone, dove si è spostato dopo Brescia, la sua città natale, abbia pensato calcio anche in vecchiaia. Quello che non si dice, e perchè molti forse lo hanno dimenticato, e che è stato uno dei più arguti e brillanti direttori sportivi italiani. In un periodo del calcio italiano, vitale, non retto dalle televisioni. Partendo da allenatore, Imperia, Brescia, Sottomarina, Treviso; allenando anche gente che Giorgione Maifredi che poi convinse ad allenare a sua volta. Direttore sportivo di Treviso, Brescia, Atalanta, Rimini e Spezia tra le altre, ma anche Cagliari, Campobasso, Brindisi. Renato Cavalleri resta l’intelligenza fatta direttore sportivo. Quelli che una volta venivano ascritti come i volponi del calcio, poi diventati lupi. Fu lui a scoprire Cabrini ed Albobelli, fu lui a fare vendite eccellenti che arricchirono l’Atalanta. Fu lui a lanciare e far crescere Beccalossi. Ma c’è un episodio, tra mille, che lo rende inconfondibile e che riguarda pur la storia dello Spezia, quella odierna. Perché fu proprio Renato Cavalleri e creare Gallo come calciatore, ed indirettamente come mister. L’Inter lo manda allo Spezia, si chiama farsi le ossa, anche nel 1991, Cavalleri ha assunto l’incarico da poco. Gallo fa 26 partite, un solo gol al Picco al Baracca, tante finezze. La sua fortuna è la scaltrezza di Renato Cavalleri, geniale e furbo, un cattedratico in materia. Fatto è che quell’anno l’Inter presta allo Spezia 4 giovani, Gallo come Vecchi dall’Oltrepò. 1 milione e 6 mila lire a presenza. Mastropasqua sacrifica alla panchina eterna Mazzantini per Mondini. A fine stagione si fa il conto, l’Inter deve. Cavalleri sale in Piazza Duse a Milano a parla con Beltrami, disposto a pagare; sono amici da una vita, ma il calcio ha diverse vite, e furbescamente Cavalleri la butta lì:”E se mi dai un giocatore in proprietà invece che i soldi, tanto a voi che differenza fa?”. L’Inter non crede in nessuno, Stafico compreso ed inizia un teatrino: “scegli tu”, “No fai tu”, “Per me è uguale”, “Anche per me”, “uno vale l’altro” “Figurati”. Finchè Cavalleri fa il nome di Gallo e Beltrami da ok. 270 milioni di vecchie lire, più o meno. Due mani si stringono, ma poi Cavalleri una volta fuori, corre veloce in autostrada verso Brescia da Tomei, disse bresciano, lo aspetta all’uscita del casello. I due si scambiano documenti in tutta fretta, in maniera un po’ sorniona. Cavalleri aveva già venduto da giorni Gallo a 850 milioni ai lombardi, ma fregando anche loro. Fabio da due mesi curava una brutta pubalgia. Tre giorni dopo la Lega comunicherà allo Spezia il tesseramento di Gallo e la cessione al Brescia ed all’Inter l’operazione. Che fa infuriare Beltrami, che investirà in un uragano di insulti il collega. E che non farà mai più affari con lo Spezia. Il Brescia a novembre presterà all’Alessandria Gallo appena guarito. Poi, il 4 settembre 1994 con la maglia Brescia l’esordio in A contro la Juventus.

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