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Il calcio è poesia- L’estate di Herman Hurny (così nacque lo Spezia)

Il calcio è poesia- L’estate di Herman Hurny (così nacque lo Spezia)

- Sono le sette di mattina del 14 luglio del 1889 quando il Circondario dello Stato civile di Ferenbalm, comune di Biberen, in Svizzera, registra a pagina 237 del volume 1 del protocollo di giornata, la nascita di Hermann Hurni, figlio di Johan Hurni, fornaio, nativo di Wileroltigen, a pochi km da Gurbru, e di Lina Ramstein, casalinga. I due risiedono da tempo però a Ginevra, dove hanno una pasticceria. L’ufficiale dello Stato Civile, Sam Balmer, su richiesta della famiglia, emetterà anche una copia con traduzione italiana dove Hermann diventa un comune Ermanno.
Il ragazzo cresce in fretta, fa studi professionali nella stessa Ginevra, comincia a familiarizzare anche con lo nome di Hornusse, un gioco ludico che coinvolge spesso
sport, ma il profitto scolastico supera quella che è la passione sportiva di Hermann. Proprio in terra elvetica si inizia a sviluppare una sorta di primigenia del football, con il gli studenti delle scuole. Gli echi inglesi però sono molto forti e non solo sulle
pagine dei pochi quotidiani del tempi; Hurni in estate, grazie ai genitori, effettuata tra i 14 e 15 anni viaggi in Gran Bretagna, dove il football vive già le prime stagioni
di gloria. Praticato inizialmente solo dagli studenti dei college e dai membri dell’alta e media borghesia, il football diviene – a partire dagli anni settanta del 1800 – uno degli sport prediletti della classe operaia. Il passaggio decisivo avviene forse nella finale di FA cup del 1878 quando una delle più aristocratiche squadra britanniche,
gli Old Etonians, composta da ex allievi di Eton, fu battuta da una formazione del Lancashire, composta quasi tutta da padri e figli operai delle vicine fabbriche. Nell ’78 il Manchester UTD viene fondato da ferrovieri, il Coventry nell’83 da un gruppo di operai che fabbricava biciclette. In Italia iniziano i primi campionati ed è in dubbio che la voglia di questo nuovo sport distragga da problematiche civili.
. Hurni apprende e la passione sale a poco a poco. Anche se la famiglia preferisce optare per un solido lavoro. In quel periodo comincia infatti una forte migrazione elvetica in Italia; anni dopo lo stato e le televisioni d’oltralpe, coniano
per questa straordinaria e popolosa discesa dalle alpi al mare, un termine particolarissimo che rimarrà nell’uso quotidiano: il volo delle Rondinelle.
Spezia non è estranea a questa vicenda, ed infatti molte famiglie si spostano dalla zona dell’Engadina per volare verso il golfo ed il mare di Liguria. Sono i Peer, gli
Stoppani, e Binna e Vidal, i Crastan, che arrivano e cominciano a diventare attivi nel mondo del commercio. Molti di loro si associano, comprano fondi, realizzano drogherie, commercio al minuto di spezie, caramelle, pane. Aziende che danno ed ottengono molto dal territorio, soprattutto attecchendo in maniera così radicale da
stabilirci famiglia. Molti di loro torneranno in patria solo verso la fine degli anni sessanta, ma la stirpe rimane intatta per decenni e molti eredi sono ancora tra i cittadini della Spezia. La storia di Hurni, erroneamente associata a questo
aspetto demografico da alcuni testi, nella realtà segue linee profondamente diverse. Johan Hurni, iscrive il figlio in importati istituti ginevrini, ma improvvisamente riceve la proposta del cognato, Goffredo Ramstein, fratello della moglie Lina. Uomo d’affari arrivato alla Spezia da tempo e prima associato in una banca con il finanziatore Passalacqua, è uno dei soci principali ora della Ramstein,Faggioni e C., banca di grande spessore che lavora intensamente in città. I Ramstein abitano nella villa omonima che dominava dall’alto il porto della Spezia, lungo viale San Bartolomeo, e lì accoglieranno Hermann che arriva in città verso la fine
del 1905. Il tramvay di San Bartolomeo era alla fine della sua corsa: In quell’ultimo tratto, sotto la pittoresca e stupenda villa Ramstein, folate di resina scendevano dagli alberi, mentre il sole, raccontano le cronache della “Gazzetta della Spezia”, “comincia ad inondare di luce le verdeggianti colline popolate da graziose casine”.
I passeggeri, non troppi a quell’ora del mattino, scendono al capolinea e proseguono ognuno per suo conto, alcuni inerpicandosi tra le stradicciole che conducono alle
case sulle pendici. Una via bianca, tra queste, porta proprio alla villa ed è molto bello salirla nel freschetto autunnale. La Marina della Spezia, alle prime alture, è davanti a
Hermann, anche se un frastuono singolare che man mano si intensifica, lo distoglie dall’estasi meravigliosa. È un batter incessante di mazze e martelli: è il Cantiere
del Muggiano che allo svolto della Villa Revello, poco distante dai Ramstein, si mostra nel suo insieme irregolare di edifici, in uno sfondo di colline e cielo tesissimo. Il rumore di vagoncini che entrano nel cantiere è facilmente avvertibile e sembra che la terra esca dalle viscere del cantiere. Il rumore non si arresta neanche quando raggiunge la vetta. Hurni nella villa trova anche un cane, fedele amico, con il quale passa ore dopo il lavoro. La Banca è sita invece in via Persio 4 ed occupa locali
amplissimi. La Ramstein è la banca di corrispondenza del Banco di Napoli, del Banco di Sicilia e della Banca Commerciale Italiana. Lui per conto dello zio conduce
molte operazioni tecniche che lo impegnano a lungo, dalle nove alle sedici. Sconto cambiali, ricevute di effetti di incasso pagabili su qualunque piazza d’Italia, accorda anticipazioni e prestiti contro deposito e pegno di fondi pubblici e valori industriali (specie a suoi connazionali che stanno per aprire esercizi commerciali), compra e vende divise estere, rilascia tratte sulle principali città dell’America settentrionale e meridionale. Concede anche buoni fruttiferi e valori industriali. Esegue per conto terzi depositi cauzionali. Diventa molto presto uno dei punti di riferimento della Banca e dello zio, con il quale il rapporto che si costruisce è senza dubbio di rispetto ma caratterialmente molto complesso. È comunque tramite il suo lavoro che conosce soprattutto lo studente Riboni, che successivamente diventerà ingegnere. La famiglia Riboni, non è milanese, ma di Caselle Lumari, presso Lodi. La storia parla di Oreste, di fu Ernesto Riboni, del 1908, probabilmente i discendenti del Riboni amico di Hurni, che rimangono in città a lungo, per poi spostarsi nell’aullese.
Riboni è anch’egli impiegato, il padre fa il lattaio, ma i due cominciano a parlare nel tempo libero dello sport del foot-ball, che Hurni ha visto sia in Svizzera che nel college in Inghilterra durante i viaggi estivi: è diventato il suo rifugio.
La piazza d’Armi è lo spazio ideale per capire che lì si può iniziare a giocare alla palla, al calcio. Da lì a poco Riboni e Hurni, seduti attorno al tavolino di un bar avrebbero fatto nascere lo Spezia.

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