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Il calcio è poesia - Il suo piede sinistro

Il calcio è poesia - Il suo piede sinistro

- Quel piede sinistro aveva una sua caratteristica. Non quella di stupire il mondo irridendo i difensori, non quella di reggere ai calci che rifilavamo gli avversari più o meno buoni, quasi nascondeva il talento vero del Pibe. Lo faceva sembrare improvvisamente lento, lui che lento non era, e con il piede sporco, lui che aveva piede buono. Nascondeva insomma il vero Maradona. Con quel piede si sarebbe preso il Mondo e la storia, perché veniva dalla strada, che porta così lontano che cambia, se ci badate, ad ogni curva del cielo. Il suo piede sinistro, per dirla alla Soriano, gli avrebbe permesso tutto, anche di poter dire che mai più pene ne oblio avrebbero caratterizzato la sua vita. E poi quell’altra stranezza; Diego adorava giocare con i sei tacchetti, assolutamente anomalo per un fantasista che cerca di poggiare il piede per terra totalmente, per decollare dal terreno e disegnare parabole e sogni. Anomalo per un gioco potente fatto di scatti e di potenza. Nel 2001 Diego decise di metterle per l’ultima volta quelle scarpette, alla Bombonera di Buenos Aires, quando scesero in campo la nazionale argentina ed una selezione di campioni. Il momento era arrivato, quello di concedersi solo ai posteri, senza pensare al presente. A 41 anni con tanti pesi addosso, non solo nella testa. Il quotidiano Olè quel giorno titolò semplicemente:”Siamo tutti Diego”’. Mentre il Clarin scrisse “Il giorno dieci’. El Dies disse invece solo:”Vi prego, fate che quest’amore non finisca mai”.Quando la partita finì arrivò un uomo in grigio nell’androne che raccoglieva tutta quella gente; serioso, tirò fuori un immenso contenitore ed estrasse tante scarpe Puma, tutte sinistre. Mise in fila i giocatori che avevano partecipato a quella partita e la donò, come si consumasse nell’ambito di quello spogliatoio l’ultimo rito calcistico. Con Diego che ad ogni consegna si batteva la mano sul cuore. Per sempre, il suo sinistro, aveva preso il pallone e se lo era portato con se. Quel sinistro dorato non sarebbe mai più entrato negli armadietti dove in campioni custodiscono scarpe e divise, inseparabili dalla storia del calcio. Un pò come Maradona, che nessuno potrà disunire dal vero amore per il calcio.

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