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Il calcio è poesia -Il centravanti che segnava per il Papa

Il calcio è poesia -Il centravanti che segnava per il Papa

- L’uomo che segnava per il Papa morì in un maggio piovoso nel 1983, aveva appena visto passare il titolo mondiale. Da calciatore aveva anche sostituito Di Stefano e perfino un bel giorno smesso, preferendo il lavoro in officina, per portare soldi e pane a casa. Finchè non venne dissuaso, fortunatamente. L’attaccante che segnava per Bergoglio aveva una risata triste, spontanea, stampata sul viso, marchio di fabbrica barrio La Facultad, dove era nato, in una casa in via 1º de Mayo. Nell’agosto del 2013, con davanti le nazionali di Italia ed Argentina in Vaticano, il Santo padre scintillando gli occhi di storia, disse ad entrambe “A ver alguno de ustedes se anima a hacer un gol come el de Pontoni”. Vediamo se qualcuno di voi riesce a segnare un gol come quello di Pontoni. L’amore tra il ragazzino incantato ed il centravanti che si faceva amare, ha una lunga via da seguire. Quando la trovi tracciata con carta e penna ti incanti. C’è riuscito un giornalista, si chiama Lorenzo Galliani, è lui l’autore dio questo strano ma romantico libro su Renè Pontoni, il calciatore preferito dal Papa Bergoglio. Pontoni o Huevito come lo chiamavano tra quei barrii, semplicemente perchè da bambino già orfano, andava a vender in giro uova prima che gol. Giocava nel San Lorenzod Almagro, squadra bella e dannata, quella che nel 1946 fece innamorare mezza Argentina vincendo il titolo. E che lo ha rivinto pochi anni fa. Bergoglio aveva 10 anni e la maglia di Pontoni addosso, allora. Esplose poi nel Newells, andrà in nazionale, come era scritto finì presto di correre e segnare, stoppato da un infortunio. Si aprì una pizzeria, la Guitarrita. Galliani lo svela ai tifosi italiani come svelasse un Pruzzo, un Pierino Prati, un Bonimba, gente così, artisti del gol, portatori fin dalla culla della stella che conduce alla porta giusta. Il bello della storia è che faceva il centravanti avendo il fisico da mezzala o da terzino, acerbo, non forte nelle gambe. Quando fu ceduto al Newell's Old Boys dal suo primo club, il prezzo del trasferimento dell'attaccante fu stabilito a 22.000 pesos, con 200 di stipendio, ricevette un acconto ed andò subito a casa e contò uno ad uno i pezzi. Esordì in nazionale segnando due gol all’Uruguay ma dando sempre l’impressione di vivere di pallone e della bellezza di questo. Segnava per il Papa.

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