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Il calcio è poesia - Il calcio e la guerra per Naki

Il calcio è poesia - Il calcio e la guerra per Naki

- La guerra di Naki non ha colori. Lui vince l’odio in campo con un gol, quell’odio che ti fa sentire quasi simile, in quegli attimi tremendi, ad un Dio. Non quello del pallone, l’altro, l’immenso. Invece è solo spreco, raccontavano i saggi. DENIZ NAKI e' un calciatore dell'Amedspor, squadra di serie b turca, che probabilmente non rimarra' nella storia del calcio per doti tecniche, giocate geniali, per le sue gambe che sembrano grucce di cursore insostituibile, quella che nella fatica ti fanno sentire all’ultimo capitolo di un libro. Ma per i motivi che hanno spinto la federcalcio turca a infiggergli una squalifica di 12 giornate, assurda. Alla fine del match di coppa di Turchia vinto per 2-1 con il Bursaspor, Naki, giudicato migliore in campo, ha lanciato un messaggio per la pace nel sud-est della Turchia, un appello per la fine delle operazioni militari che affliggono anche la citta' cui l'amedspor appartiene, Diyarbakir. La capitale" del Kurdistan turco, cancellata, quella che è tornata a essere una città in guerra. Il coprifuoco è stato dichiarato tre volte dalle elezioni di giugno quando l'Hdp filocurdo ha impedito a Erdogan di ottenere la maggioranza in Parlamento. Ha scritto recentemente Adriano Sofri che DIYARBAKIR, Amed in curdo, è 1400 chilometri a Sudest di Istanbul, ha almeno un milione di abitanti, ed è la capitale del Kurdistan turco. Ma siccome il Kurdistan turco non esiste, nemmeno moralmente o poeticamente, anzi è proibito, Diyarbakir non è la capitale di niente. Naki, che sfoggia un tatuaggio del Che Guevara e un messaggio di resistenza e liberta' scritto in curdo, aveva dichiarato a fine partita: "Tutto quello che succede deve spingere la gente a chiedere la pace. Ho parlato con una madre che ha tenuto suo figlio morto in frigo durante il coprifuoco, questa donna con il dolore ancora vivo e' riuscita a parlarmi di pace e a regalami speranza". Ritenute a contenuto ideologico e antisportive, le dichiarazioni di Naki hanno portato il giudice sportivo a decretare una sospensione di ben 12 partite. Se neppure il calcio vince la guerra, cosa riuscirà ma a fermarla?

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