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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Agosto - ore 11.29

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Il calcio è poesia-Higuain e Pelè, 'a uallera e Canè

Il calcio è poesia-Higuain e Pelè,  ´a uallera e Canè

- Stavano partendo per una trasferta a Firenze, la viola era il bersaglio. Ma quel messaggio, anche senza i social, fece il giro del mondo, esposto su un cartello:” Vavà, Didì e Pelè site 'a uallerà e Canè !”. Lui, Faustinho Jarbas che la famiglia chiamava Canè, da caneca, la parte di tazza che si tiene in mano per bere il latte, del quale erao goloso. Erano bastate poche finte, un dribbling, per far si che le sue imprese venissero raccontare ai dirigenti del Napoli che lo comprarono per 30 mila dollari al tempo, a lui 6 milioni di ingaggio all’anno, ed era il 1962. Un po’ sulla parola. Nativo di Rio, iniziò però a Fuorigrotta male, sette partite senza nulla, tanto da diventa a’uallerà, un testicolo, giusto per intenderci. Il tifoso del Napoli cominciò a storcere il naso, a cantare al solito bidone. Achille Lauro però non era d’accordo e insistette su quel giocatore. Ed ebbe ragione. Giocò nel Napoli dal 1962 al 1969 e di nuovo dal 1972 al 1975, vincendo la Coppa delle Alpi 1966. Nel 1969 fu ceduto al Bari con cui militò per tre campionati (uno in A e due in B) segnando sei gol in 68 partite. Nel 1972 tornò ancora al Napoli con il quale giocò altre tre stagioni segnando 7 gol in 51 partite, fino al ritiro nel 1975. Ma i tifosi del Napoli piano piano credettero in lui, facendone un piccolo idolo, ed in Europa ha segnato quanto ha fatto Cavani con la stessa maglia. Non ha mai più lasciato Napoli, perché si è semplicemente innamorato. Tanto da diventare lui il fenomeno e Pelè ‘a uallera. Quello che definirono il bomber al Cioccolato (Mimmo Caratelli), è ancora oggi un anziano signore che magari non tutti riconoscono per strada ma che è nel cuore della città, di coloro che amano quei colori. E’ un brasiliano che parla con cadenza napoletana, un autentico fuoriclasse in materia. ‘Napoli mi ha creato devo tutto a Napoli’, disse tempo fa, e Fuorigrotta impazziva. Oggi pensare al signor Higuain, a quelli di Fuorigrotta prende male. 'Higuain alla juve? ha fatto bene''. è un traditore? ''no, il presidente non ha mantenuto le promesse. Però ai bianconeri auguro di perdere una finale con un rigore sbagliato del pipita". Dal mercatino rionale di Fuorigrotta, quartiere della città che ospita lo stadio san paolo, tutti non parlano d'altro:”Diventerò tifoso della Roma -dice una ragazza - questa è una delusione troppo grande. poi, proprio alla Juventus doveva andare...". "un altro 'core' ingrato ho una certa età e ancora non ho digerito con il quale José Altafini, bianconero dopo sette anni di azzurro, strappò lo scudetto al Napoli nel 1975". "sono contento perché Higuain mi sostituirà presto: ora sarà lui core 'ngrato, non io". Così lo stesso Altafini ha commentato l’affare dell'argentino dal Napoli alla Juventus, lo stesso trasferimento che nel 1972 vide protagonista proprio l'ex attaccante brasiliano: "Quando andai via da Napoli nessuno mi aveva chiesto di restare: non mi hanno trattenuto. Mi volevano cinque squadre e io scelsi la Juventus, che giocava la coppa dei campioni. E hanno cominciato a chiamarmi 'core 'ngrato' quando segnai un gol contro il Napoli. per Higuain è diverso: è stato lasciato libero
di decidere, e lui ha scelto di andare alla Juve”

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