Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Ottobre - ore 20.00

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Il calcio è poesia - Eravamo quasi in cielo

Un'opera teatrale sullo scudetto del 1944

Il calcio è poesia - Eravamo quasi in cielo

- “Nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell’inferno dei roghi. Ecco dove siamo nati e di che pasta siamo fatti. Macerie, fango e cenere. La nostra storia è scritta su fogli che volano via e dimentichiamo in fretta. Per questo Dio creò la figurina, per aiutarci a ricordare grazie alla colla che si attacca alla pagina e ci mette al riparo dall’oblio. Dopo aver capito che fosse cosa buona e giusta, ne creò un altra, poi un’altra ancora e così via... A quel punto si chiese, “E ora dove le metto?”; fu così che creò l’album. L’uomo ringraziò e andò in edicola a comprarlo”. Inizia così un avventura teatrale, una storia di calcio, romantica, portata su un palco. Lo scudetto più bello che la storia del pallone di questo paese abbia mai regalato, quello dello Spezia del 1944. Un pallone che viaggia sulle macerie con i bombardieri inglesi ed americani che si esercitano come giocassero anche loro a pallone, su porti, su agglomerati urbani, superbi palazzi. Le chiese. Mentre dopo l’8 settembre del 1943 i busti del Duce dall’alto dei municipi, scrisse Caminiti, si sbriciolavano sul selciato, c’era che giocava a calcio. E vinceva. Queste macerie, il calcio, la vita ed il futuro, il ponte di speranza aperto con gli anni a venire, vengono portati a teatro da Gianfelice Facchetti, il figlio di Giacinto, un ragazzone che faceva il portiere prima dell’attore e scrittore e che Cesare Prandelli allenava ai tempi della Primavera Atalanta. Giacinto regala un libro, Un giorno di allarmi aerei, al figlio che conserva in un cassetto della memoria quella storia, degna di un film o di un’opera teatrale. Nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell’inferno dei roghi, si sviluppa una storia che ha il calcio come tema e la vita come sfondo. Ma è anche un racconto romantico su altre vite che non ci sono più non solo di quell’undici gagliardo e forte tanto da battere il grande Torino. Come quella di Riccardo Incerti, portiere che non parò la vita, e di altre persone che fanno da sfondo quasi come suonasse musica. Eravamo Quasi in Cielo si chiama l’opera, bellissima, piena di pathos e poesia, quella che al calcio oggi manca. Poesia, una parola quasi finale. In quell’Italia ricetto di pensatori, giocatori come eroi tra versi inestricabili. Molti diffidano oggi dei poeti, sognatori sconfitti, anche se Saba al calcio dedicò cinque poesie non una. Ma senza poesia questa storia non sarebbe mai stata scritta. La voce narrante è quella di Ottavio Barbieri, prestata a Gianfelice, che rivive la sua vita e la sua voglia di portare quella squadra quasi in cielo, senza riuscire nell’impresa da vivo, ma regalandosi qualcosa dopo la vita che non ha mai fine. Bani, Persia e Borrini, Amenta, Gramaglia e Scarpato; Rostagno, Tommeseo, Angelini, Tori e Costa sono come un rosario da recitare nell’opera, densa di significati forti, e colorata più che accompagnata dalle musiche del trio Ottavo Richter. Girerà l’Italia come fece quella squadra, lo spettacolo; raccoglierà applausi e consensi come fece ancora quella squadra. Manca un autobotte per paragonare le due storie a distanze, ch accompagni attori e suonatori. Ma è come se ci fosse.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure