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Il calcio è poesia-El Mariscal

Il calcio è poesia-El Mariscal

- Ha talmente spostato lui il vento in campo, che quella maglia oggi si regge da sola. Portata in alto dalla sua storia . Lui l'aveva vestita nel 1921 al Rolando Moor nel 1921, ed i lacci che ne caratterizzano il collo sono quasi intatti, quasi rispettosi. Di Jose' Nasazzi resta ancora l'ombra discreta e solida di un giocatore possente, un difensore di antica idea, invicto come veniva chiamato nella sua terra. Anche dipinto come El Mariscal il maresciallo quello che impartiva ordini e che assegnava le consegne ai compagni. Eduardo Galeano racconta che era uno che vinceva non solo per soldi, visto che nella vita era un tagliatore di marmo, prima di diventare eroe del football. A Genova di recente una mostra ha esibito la sua maglia, donata da un privato che la custodisce in famiglia da decenni; la sensazione è forte ed offre il senso a chi conosce la storia del duro della difesa del Nacional di Montevideo campione nel 1933 e 1934, ma soprattutto di un Uruguay che detta legge calcistica su tutti negli anni dal 1924 al 1930. Un Mondiale, il primo, giocato in un luglio eccezionalmente freddo, con Nasazzi comunque in maniche di maglietta. In un paese che già allora celebrava il centenario della propria indipendenza. Uno spazio temporale, dal 1024, nel quale la squadra celeste fu capace di vincere due titoli olimpici ed un mondiale, giocato in casa ma in una Nazione già evoluta che al tempo permetteva già i divorzi e che aveva avuto uno sviluppo edile superiore a tantissimi paesi europei ben più grandi. Nasazzi campione silenzioso quanto determinato e carismatico identificò al meglio il ruolo di terzino destro, di ciò che di roccioso c'è in quella figura nella rudezza e nello stesso tempo nello stile. Ciò che un difensore potesse al tempo spiegare alla gente che trepidava sugli spalti. Di madre basca e padre italiano di Esino Lario, mori nel 1968 tra il rispetto di tutto il sudamerica.”Il campo è un imbuto e nella bocca dell’imbuto c’è l’area di rigore… io aspetto”, raccontava.

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