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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Ottobre - ore 10.13

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I polli, la Spagnola e il “biglietto poligrafato”

di Bert Bagarre

sprugoleria
I polli, la Spagnola e il “biglietto poligrafato”

- Anche a Sprugolandia come dovunque nel mondo, ci sono sempre stati i furbacchioni che rimescolando le situazioni la mettono in tasca al prossimo. Anche se le truffe non sono certo delle cose da elogiarsi, contribuiscono pur esse a definire caratteri ed aspetti di un territorio che accanto ad indubbie qualità, può presentare anche segni di carattere opposto.
Cento anni fa, è noto, nel mondo infuriò una tremenda febbre influenzale che causò più vittime della Grande Guerra. La chiamarono la 'spagnola' per essersene detto solo sulla stampa di quel Paese che, essendo neutrale, non esercitava sui suoi giornali la censura operata invece dai Paesi belligeranti per non fornire ai nemici informazioni sulle criticità che soffriva.

Nonostante la censura, la colpì anche a Sprugolandia, la paura dei suoi abitanti non doveva essere poca se alla fine del settembre 1918 in fretta si diffonde la notizia che il Municipio intende requisire tutto il pollame allevato in casa perché sospettato di essere veicolo di contagio.
La novità che veloce si propaga per ogni dove della landa, crea scompiglio ed apprensione: della 'spagnola' si ha giustificata paura, ma i pollastri erano cosa preziosa in quei tempi di enorme carestia: farsi sequestrare i volatili, significava farsi altri buchi nella cinta delle braghe per mettere a tacere l’appetito. Per questo, non appena si sa della cosa, non sono pochi quelli che decidono di tirare immediatamente il collo ai propri polli in base al principio che nell’incertezza è sempre meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Comunque, alla fin dei conti la mattina di mercoledì 25 arrivano gli incaricati del Comune. Molti indossano l’uniforme della Regia Marina e tutti nei cortili prendono ogni tipo di volatile in cui incappano, incuranti delle proteste delle massaie che si vedono portare via le loro bestie. Per soddisfare le brave donne, chi confisca rilascia per ogni capo espropriato un “biglietto poligrafato”, un buono per ritirare nell’ufficio che il Comune ha subito appositamente costituito, la somma di denaro che indennizza del danno subito.

Non appena l’operazione si è conclusa, non c’è donna della Sprugola che non si precipiti all'istante in Municipio brandendo il buono poligrafato e reclamando il corrispettivo promesso.
Ma gli impiegati cascano dalle nuvole. Subito si chiarisce quello che era successo: in un momento in cui ogni stomaco brontolava perché troppo vuoto, una banda di razziatori di cui mai si sarebbe saputa l’identità, organizza il colpo profittando della spagnola e dell’ingenuità delle persone.

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