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I nostri primi 1.000 giorni

di Erika Perini, biologa nutrizionista

Pillole di nutrizione
I nostri primi 1.000 giorni

- È durante i primi 1.000 giorni di vita (cioè dal concepimento all'età di 2 anni) che possiamo essere esposti a diversi fattori che possono determinare l’obesità pediatrica e, di conseguenza, quella in età adulta.
Attualmente la ricerca sta investendo molto su temi come l'obesità infantile. Un problema globale, la cui incidenza è in costante aumento nei paesi industrializzati, e rappresenta una seria minaccia alla salute pubblica dovuta al rischio di sviluppare numerose malattie croniche.
Un importante articolo pubblicato sul International Journal of Environmental Research and Public Health (Nutrition in the First 1.000 Days) ha infatti dimostrato che, entro questo lasso di tempo, esistono due momenti critici: il periodo prenatale (alto peso pregravidico della madre, eccesso di peso durante la gestazione, diabete, ecc.) ed il periodo dello svezzamento (alto peso alla nascita, crescita eccessivamente accelerata, introduzione precoce di alimenti solidi).
Si è così dimostrato che alcune buone pratiche possono aiutare a prevenire l’obesità infantile.

È perciò importante:
- Curare l’alimentazione di entrambi i genitori.
- Una sovra alimentazione materna può determinare un aumento delle dimensioni della placenta che controlla, di conseguenza, la crescita del feto.
- Stesso discorso vale per i padri! Diversi studi scientifici concordano nel ritenere che anche l’alimentazione del padre, precedentemente al concepimento, può influire sulla salute del bimbo.
- Praticare l’allattamento esclusivo al seno fino a sei mesi di vita. Purtroppo nonostante gli indubbi vantaggi, non sempre viene praticato. I motivi sono i più svariati e spesso riguardano lo scarso supporto fornito alle donne. Ecco perché l'OMS non si stanca di ribadire il concetto di diritto all'allattamento.
- Rispettare i giusti tempi dello svezzamento, ovvero dopo i 6 mesi.
- Proporre fin dall’inizio dello svezzamento diverse varietà di frutta e verdura. In caso di primo rifiuto, non scoraggiarsi e ripetere l’esposizione dell’alimento (a volte ci vogliono anche più di 10-15 esposizioni! Pertanto armatevi di molta pazienza). Importante anche come vengono presentati gli alimenti. Facciamo un esempio: in caso di verdura amara cercare di abbinarla con verdura dal gusto più dolce (come una carota o una zucca) e così via.
- Rispettare l’appetito del bimbo. Pare strano ma i bambini hanno uno straordinario senso di autocontrollo della fame. Se fin da subito rispettiamo questa loro capacità innata, essi saranno in grado di autoregolarsi e quindi di prevenire un rischio di eccessivo intake alimentare.
- Limitare il consumo eccessivo di alimenti ricchi in grassi, zuccheri semplici e proteine animali.
- Promuovere attività fisica e no ai videogiochi.
- Dare per primi il buon esempio. I genitori rappresentano per il figlio un modello da imitare... pertanto dovete essere i primi ad assumere buone pratiche alimentari.

ERIKA PERINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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