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Guglielmo Marconi, un genio nel Golfo

di Bert Bagarre

sprugoleria
Guglielmo Marconi, un genio nel Golfo

- La landa della Sprugola ha attirato per la sua bellezza ma i foresti sono venuti sulle sue sponde anche per motivi diversi dal turismo.
Per le sue proprietà, il Golfo chiamò qua Guglielmo Marconi che sui suoi flutti alla fine dell’Ottocento condusse i primi esperimenti di telegrafia senza fili e ciò spiega il legame che unì questa terra all’illustre scienziato.
Qua tornò anche a giugno del ‘20 a bordo del suo yacht che, nato “Rovenshaw”, era stato ribattezzato, il motivo è facile a capirsi, “Elettra”, nome con cui il panfilo è passato alla storia.
La stampa del tempo dà non poco risalto alla presenza nel Golfo di Marconi che, partito da Southampton e dopo aver effettuate degli scali sulla costa atlantica e mediterranea, arriva sulle sponde della Sprugola. Anche se lo studioso è accompagnato dalla famiglia, quello dello yacht non è un viaggio di solo piacere. Vengono, infatti, effettuati esperienze di radiotelegrafia e radiogonometria, disciplina che serve a fare il punto della posizione della nave e di cui giusto allora si cominciavano a studiare l’intera gamma delle possibilità.

Per la stampa è anche l’occasione per compiere una visita all’interno della nave in cui, è inutile dirlo, si manifesta il trionfo dell’elettricità e di ogni sua applicazione disponibile al tempo, radiotelefonia compresa.
È interessante anche vedere il contrasto fra la modernità dello yacht e delle sue attrezzature, e lo stato di abbandono se non proprio di fatiscenza, in cui versavano alcune aree di Sprugolandia.
Il giornalista che fa il pezzo incontra Marconi all’interno dell’ufficio telegrafico centrale che, a giudizio di chi scrive, è “un sudicio locale” indegno di una città che rasenta il tetto dei 100mila abitanti. Marconi è lì dentro per spedire un telegramma, un servizio che in quei giorni era pregiudicato da una dura agitazione dei postelegrafonici. Dopo aver dettato il testo, lo scienziato chiede all’operatrice allo sportello quante possibilità ci siano che il suo messaggio arrivi in tempo a destinazione.

La signorina, riferisce il redattore, risponde con “un sorriso ambiguo” dietro il quale si vede più che bene quale fosse allora la situazione politica. Il giornalista, a proposito della risposta non verbale dell’addetta, commenta che la donna avrebbe certamente fatto un’altra faccia se si fosse resa conto di chi fosse la persona che le si trovava davanti.
Quindi, come ulteriore chiosa, esprime il desiderio che Marconi, dopo avere ideato il telegrafo senza fili, riesca finalmente a inventare “Il telegrafo senza telegrafiste”!
Anche l’umorismo è specchio delle situazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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