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Guerra e gelosia, tre corpi senza vita a Ponzano

di Alberto Scaramuccia

Guerra e gelosia, tre corpi senza vita a Ponzano

- Un tremendo fatto di sangue impressiona la Spezia giusto cento anni fa. La sciagura avviene a Ponzano Magra nella notte fra il 5 ed il 6 maggio in una lussuosa villa. Protagonista è un ufficiale di Fanteria che è appena tornato a casa perché ha il sistema nervoso sconvolto dalla trincea: una licenza che alla luce dei fatti non so se definire provvida. È un vero e proprio dramma della gelosia il cui protagonista, nuovo Otello, porta un cognome illustre essendo nipote dell’Ammiraglio Giovanni Bettolo, appena scomparso dopo essere stato Ministro della Marina da lui ricostruita dopo Lissa. La povera Desdemona è la marchesa Emilia Remedi che dello sposo, pure lui di nome Emilio, era anche cugina, oltre ad essere nipote dell’Arcivescovo di Parigi. La coppia ha tre figli e la stampa svela che i diverbi nella magnifica villa causati dall’ossessiva gelosia di lui, non erano rari. Dice anche che quando torna, lui che ha evidentemente i nervi a pezzi, continua nella gelosia per la moglie che è “ancora bella e giovane”. In questa atmosfera, chissà come, magari per la voce fedifraga di qualche Jago, si matura nell’Emilio la convinzione che l’Emilia va un po’ troppo a confessarsi dal giovane curato che aiuta il più anziano parroco nella conduzione della parrocchia. La sera di quel maledetto venerdì, forse ha bevuto un bicchiere di troppo, esce di corsa per andare in parrocchia armato di un moschetto 91. Bussa alla porta chiedendo del curato, ma l’anziano arciprete non apre rendendosi conto della situazione. Esasperato al massimo, l’uomo spara contro la porta, i proiettili la trapassano e freddano il parroco.
L’Emilio ritorna in villa, sveglia i figli ed obbliga la moglie a ritirarsi con lui nella camera da letto dove le esplode contro alcuni colpi di pistola che uccidono la donna: anche allora andava di moda il femminicidio. La tragedia ha termine con il marito che, dopo aver terrorizzato i figlioli con la sua furia, si spara in bocca ponendo fine alla spaventosa vicenda che la cronaca locale amplifica quanto mai e per la drammaticità dell’evento e per la notorietà degli infelici protagonisti.
Che dire oggi di questa cosa che tutto sommato a prima vista non va oltre la cronaca nera?
A me viene da commentare, ma non esiste prova documentaria che supporti questa mia interpretazione, che evidentemente nell’uomo qualche cosa nel suo interno germinava già da tempo, ma che la trincea aveva esasperato il suo dramma interno, per questo mi viene da dire che anche le tre vittime della tragedia di Ponzano furono vittime della guerra. Che dite, esagero?

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