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Golfo dei Poeti, 110 anni dall'orazione di Sem Benelli

di Alberto Scaramuccia

E quello 'spin off' deamicisiano...
Golfo dei Poeti, 110 anni dall'orazione di Sem Benelli

- Domenica prossima sono 110 anni che a San Terenzo Sem Benelli gratificò il nostro golfo con l’appellativo “dei poeti”, l’espressione che ancora oggi si dice ovunque per indicare il litorale che ci fa belli.
Ma allora fu una triste occasione: il poeta toscano declamava l’orazione funebre per Paolo Mantegazza che, monzese di natali, santerenzino di adozione, fu grande scienziato: igienista, antropologo, fisiologo, patologo e neurologo, assertore dell’evoluzionismo darwiniano.
Qua conta dire che del luogo che aveva eletto a dimora scegliendo di abitare nella villa La Serenella, era tanto innamorato al punto che ambienta “Testa”, un suo romanzo del 1887 (fu anche letterato), proprio nel borgo di San Terenzo. L’opera è lo spin-off del “Cuore” di De Amicis e già il titolo dà la cifra della narrazione: la razionalità contrapposta al sentimento. Protagonista è l’Enrico Bottini deamicisiano. Si ammala per il troppo studio sì che gli è prescritto un anno di quiete in casa dello zio Baciccia, un marinaio che, mia ‘n po’ te, vive a San Terenzo.
Dunque, golfo dei poeti. E in effetti di versificatori qua ne vennero non pochi a cominciare dal padre della poesia latina Quinto Ennio che in suo celebre verso sollecitava gli amici a fare visita al porto della Luna ché ne valeva la pena.
Il golfo si pensò, probabilmente sbagliando, che lo cantasse Virgilio, ma sicuramente alla metà del Trecento ne disse Petrarca che descrive la costa orientale della Liguria con i suoi borghi già rinomati allora: il monte rosseggiante, Cornelia, il porto caro a Venere, il lido di Erice ed infine il Capo di Corvo.
Dante ne parla più volte nella Commedia e la lettera di frate Ilaro, anche se fu un’invenzione boccaccesca, testimonia la sua liaison con il territorio.
Ma Benelli si riferiva a questi grandi nomi quando inventò la definizione?
La risposta la fornisce nove anni più tardi in “Notte nel golfo dei poeti”, una lirica che gli pubblica nella collana “I gioielli del «L’Eroica»” Ettore Cozzani. Ormai nome di spicco dell’intellighenzia europea, correda il volumetto di introduzione e commento.
In quei versi Benelli spiega chi siano per lui i poeti che illustrano il Golfo. Gli Inglesi, innanzitutto: Shelley che con la sua scrittura travolgente lo attira a sé con forza, e Byron, il grande nuotatore. Oggi la critica non crede ad una presenza del Lord sulle nostre plaghe, ma anche in questo caso la leggenda si fa storia.
E poi Wagner e Giosuè con l’amato Severino. Al termine, lo squillo: quei “cinque di tanto senno” aspettano «ansiosi, Dante redivivo».
Il golfo per Sem, come Santa Croce per Ugo.

PS: Per celebrare la ricorrenza il CAI La Spezia con il patrocinio ed in collaborazione con il Comune della Spezia e l’Accademia Lunigianese di Scienza “Giovanni Capellini” organizzano per domenica 30 un’escursione ad anello con partenza da Marinasco. L’evento vuole essere un momento per ricordare al Golfo di oggi come era cento anni fa. Per info e prenotazione, Alessandro 3471634537.

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