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Ex Dipendendti Oto Melara: " Ci appelliamo all'unità per una migliore democrazia".

Ex Dipendendti Oto Melara: ` Ci appelliamo all´unità per una migliore democrazia`.

- Nel corso di decenni i lavoratori dell’Oto Melara, una delle più importanti industrie italiane, la principale del settore armiero, hanno dovuto spesso sottolineare e difendere la dignità del proprio particolare lavoro. Nel contempo, utilizzando la ricorrenza del 25 Aprile, le centinaia di uomini e donne che si sono avvicendate nell’attività dell’ azienda, sono state anche capaci di mantenere vivo, nella logica delle legittime diversità, il patrimonio della Resistenza e della Costituzione. Questo impegno unitario antifascista intende valorizzare una memoria storica che faccia risaltare la conquista della Libertà e della Democrazia, costata sacrifici enormi e sancita con nobili principi nella legge fondamentale dello Stato. Di conseguenza, tutti coloro che hanno partecipato per mantenere in vita un tale proposito, sanno molto bene quanto sia importante e significativo non perdere di vista, anzi considerare prioritario, un rapporto sempre più qualificato tra cittadini, lavoratori e Istituzioni democratiche, dal Comune all’Europa.
E’ dentro questo fondamentale legame che via, via, gli organizzatori hanno potuto ottenere la presenza attiva di illustri rappresentanti istituzionali: dai Sindaci della Spezia ai Presidenti di Provincia e di Regione, dai Parlamentari ai Ministri e al Presidente della Repubblica, dagli storici ai rappresentanti della Chiesa, dai valorosi Partigiani a esponenti dei Sindacati e al Presidente del Parlamento Europeo.
Ogni volta, sempre di più, dai diversi interventi scaturiva l’appello e la disponibilità, a considerare urgenti maggior uguaglianza e giustizia, nonché prioritari il diritto al lavoro con al centro la dignità della persona e i necessari investimenti; veniva avanti, di fronte al forte rischio di permanente delegittimazione delle stesse Istituzioni, la richiesta di un aggiornamento della serietà e dell’efficacia delle stesse Istituzioni, anche attraverso un bagno di umiltà e di etica da parte di molti di coloro che le rappresentano; si reclamava il superamento di individualismi, di corporativismi, di egoismi ed anche di strumentali contrapposizioni per meglio individuare e concretizzare il bene comune non solo su base locale e nazionale, ma anche europeo.
In definitiva, si rimarcava, a nostro parere, l’adeguamento dell’unico strumento che la Democrazia ha a disposizione: la Politica, quella con la P maiuscola, antifascista e partecipata, che un grande maestro come Piero Calamandrei considerava essenziale per “far muovere la Costituzione”.
Questo percorso non va abbandonato. Ecco, pensando alla prossima scadenza elettorale, riteniamo che molti tra coloro che, legittimamente, reclamano la totale discontinuità, oppure che considerano il proprio simbolo o la propria bandiera come esclusiva testimonianza, siano invece anche in grado di condividere il valore dei risultati, anche parziali, che la città della Spezia, fondamentale centro del territorio provinciale e del Golfo, ha positivamente raggiunto in questi decenni; di contribuire a migliorare laddove occorre migliorare e innovare; di respingere soprattutto, attraverso l’unità e il voto, ogni forma di intolleranza, di discriminazione, di xenofobia e di fascismo, palese o camuffata che sia.

Giuseppe Basso/ Rinaldo Pellistri
Ex Dipendendti Oto Melara, tra i promotori del Comitato aziendale per la Resistenza

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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