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Da Porto Venere: "Troppi terreni privati abbandonati, aumentano il rischio di incendio"

Lettere a CDS
Da Porto Venere: "Troppi terreni privati abbandonati, aumentano il rischio di incendio"

- Anche per conto di numerosi concittadini, già lo scorso anno mi ero rivolto direttamente alle diverse Istituzioni locali, provinciali e regionali, espressione dello Stato democratico, per attirare l’attenzione sulle condizioni di alcuni terreni ubicati nel Comune di Porto Venere, i quali, oltre che rappresentare un indecoroso quadro ambientale, costituiscono potenziali e seri pericoli d’incendio. Ad oggi, con un’ estate tormentata da un caldo infernale, la situazione è rimasta la stessa, mantenendo in essere possibili ripercussioni sui centri abitati vicini, sulla circolazione stradale e sull’incolumità delle persone.
Eppure gli articoli 41, 42, 43 e 44 della Costituzione sanciscono con chiarezza la  funzione della proprietà privata  anche nel rapporto con l'interesse pubblico. E’ noto, però, quanto sia diffusa, per diverse ragioni, la colpevole sottovalutazione della legge fondamentale dello Stato. E non mi sorprende, pertanto, il mancato rispetto del giusto equilibrio tra pubblico e privato.

So bene quanto non siano sufficienti le singole intenzioni politiche positive o l’intraprendenza dei vari uffici competenti, esistendo scarsità di mezzi finanziari e di strumenti forse inadeguati per risolvere simili questioni, soprattutto se inserite nel drammatico quadro del dissesto idrogeologico che da tempo incombe sul Paese.
Si avverte, pertanto, l’assenza di fondo di una politica in grado di procedere con uno sforzo unitario e coordinato tra i vari Enti, che dimostri coerenza, efficienza, coraggio e la tendenza prioritaria verso la prevenzione. Un impostazione, tra l’altro, da cui possono scaturire anche significative occasioni di lavoro e d’impresa.
E’ mai possibile, mi domando, che i vari operatori sul campo non siano messi nelle condizioni di individuare le diverse pericolosità, di assumersi la responsabilità delle verifiche sul posto o anche di favorire l’incontro tra il legittimo interesse privato e il legittimo interesse pubblico? E’ mai possibile che il cittadino debba essere lasciato praticamente solo o in mano a procedure esclusivamente legali o burocratiche per ottenere l’intervento regolatore delle Istituzioni? In questo modo, e parliamo di uno dei tanti e diversi casi per importanza e gravità, lo Stato democratico, pur potendosi avvalere di persone che credono nel proprio lavoro e che vorrebbero farlo funzionare meglio dall’interno, perde, invece, via, via la propria credibilità.

E allora, si inverta velocemente la tendenza, si aprano periodici tavoli di confronto istituzionale, si stabiliscano scambi d'informazione, si proceda al coinvolgimento dei cittadini interessati a risolvere questioni collettive, si richiami ognuno alle proprie responsabilità nel rispetto fondamentale delle regole, anche picchiando i pugni sul tavolo per ottenere sostegni finanziari da chi di competenza.

Promuovere una nuova cultura ambientale, anche superando disinteresse, sordità ed egoismi per ridurre nei limiti del possibile potenziali disastri è utile al Paese nel suo complesso e, quindi, anche a questo territorio in particolare, che già in passato ha subito non pochi colpi bassi da incendi devastanti, che non devono ripetersi.

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