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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Agosto - ore 10.33

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Da Persio a Battisti, dalla poesia al patriottismo

di Alberto Scaramuccia

Da Persio a Battisti, dalla poesia al patriottismo

- Da sempre la piazza che oggi ricorda Cesare Battisti, si chiamava Persio, poeta latino del I secolo d. C. che, avendo una villa sul Golfo, invitava gli amici a visitarlo dicendo che ne valeva l’impresa, con ciò citando un verso molto più antico di Quinto Ennio.
Cesare Battisti si sa chi fu. Deputato socialista trentino al Parlamento di Vienna ma soprattutto accesissimo irredentista, non appena iniziò la guerra, venne in Italia per promuovere l’intervento nel conflitto per completare l’opera del Risorgimento acquisendo le terre italiane ancora sotto l’Austria. Instancabile propagandista, divulga le sue idee dovunque. La Dante Alighieri lo invita alla Spezia, ma l’incontro salta all’ultimo momento. Motivi di ordine pubblico ne sconsigliano la presenza dopo i gravi incidenti verificatisi dopo un suo comizio a Parma il 26 febbraio 1915, ultima tappa prima di venire qua. Arruolatosi immediatamente volontario negli Alpini quando l’Italia entra il guerra, è catturato il 10 luglio 1916 e, riconosciuto, viene condannato all’impiccagione per altro tradimento essendo ancora deputato austriaco.
La notizia della sua morte suscita dovunque dolore, sdegno e rabbia. Questi sentimenti risuonano nelle colonne delle testate spezzine “borghesi” e il silenzio che l’anarchico Il Libertario tiene sull’argomento è eloquente assai, se si pensa che in precedenza Battisti era stato duramente attaccato per essere interventista senza avere mai suscitato nella sua terra la ribellione contro lo Stato e il sistema.
Del sentimento comune di cordoglio, si fa interprete la Giunta che immediatamente decide di intitolargli una via o una piazza, decisione che sarà poi assunta anche per altri illustri caduti.
Così, a tamburo battente, domenica 20 agosto si cambia l’antico nome di Persio in quello più tristemente attuale di Cesare Battisti. È una cerimonia, stando alle cronache, particolarmente partecipata.
Con alla testa i pompieri ed il gonfalone cittadino, alle 9 si forma un corteo in viale Margherita (oggi Aldo Ferrari). Passando davanti all’Orfanotrofio, percorre Corso Cavour “fra due siepi di popolo” fino alla piazza dove si scopre una lapide affissa sul muro della Scuola femminile (sede poi del Tribunale, oggi ospita il CAMeC) cui si appendono le corone di Comune, Lega antitedesca e Fascio Interventista. Presenti Autorità e tantissime Associazioni, parlano il Sindaco Piola, il deputato Ollandini e, in rappresentanza del Re, Giuseppe Canepa, socialista riformista, deputato e sottosegretario all’agricoltura.
Fu, insomma, un’occasione per rinfocolare il patriottismo nell’animo degli Spezzini.

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