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Cozzani vs Mazzini, un "derby" fra intellettuali

di Alberto Scaramuccia

Cozzani vs Mazzini, un "derby" fra intellettuali

- La viuzza disadorna e bruttina che mena alle Terrazze è intitolata a Ettore Cozzani che agì da protagonista nel pensiero europeo del primo Novecento. Non saprei dire quante strade fossero ancora anonime quando s’impose un nome così prestigioso alla stradina che s’allunga verso il nuovo punto d’incontro della Spezia costeggiando cespugli cui da tempo manca il barbiere, ma certo Cozzani avrebbe meritato ben altro.
Infatti, l’Ettore fu intellettuale di indubbio spessore che tutto il Continente elogiava. Però, siccome fu prossimo al fascismo, la censura politica che è sempre codina, per un bel po’ ne ha fatto perdere le tracce. Fortunatamente ora si sta riscoprendo la sua produzione.

A far conoscere Cozzani nel Belpaese fu soprattutto L'Eroica, una rivista che dal 1911, in un’epoca in cui le riviste celebri abbondavano, divenne famosa per saper coniugare letteratura ed arte, elevando a dignità la xilografia, il creare immagini da incisioni su legno.
Ma già prima l’Ettore interveniva sui periodici spezzini, anche suscitando polemiche avvelenate. Ad esempio, nel 1909 denigra la città scatenando la replica rabbiosa di Ubaldo Mazzini che lo rampogna stizzito. Si sa, se tocchi mamma, figlio reagisce.
È anche stimolante quanto scrive in precedenza. È giovane sconosciuto, ma nella produzione pre-Eroica incontri una penna già capace che recensisce libri, scrive di amicizie e arte, pubblica versi.
È un materiale tutto da studiare e soprattutto da riscoprire, contenuto in quella miniera di informazioni che sono gli antichi periodici spezzini.

Qua ora accenno solo ad un pezzo del Corriere della Spezia nel 1905. L'Ettore parla di due amici: lo scultore Angiolo Del Santo e l'incisore Cafiero Luperini, un nome, quest'ultimo, non noto come a mio parere meriterebbe. A me, invece, piace per la potenza plastica delle sue xilografie che non lascia indifferente chi le gusta.
Cozzani loda l'opera degli amici che lamenta non siano abbastanza apprezzati in città. Anche se ama la Spezia “bella tra le docili colline e il placido mare”, la rampogna perché non si rende conto “delle forze che in lei germinano”: perché la città spicchi fra tutte, “è necessario che non si calpesti il fiore che nasce dalle nostre zolle”. È una bella pubblicità che fa agli amici, ma la cosa interessante è che, dicendo di Luperini, dice che vuole perfezionarsi “nell'arte decorativa che non deve più essere secondaria, ma riprendere il posto avuto nella “Rinascenza”: parla della xilografia, la disciplina che esalterà poi nell'Eroica. La rivista è di là da venire, ma l'idea, il progetto è già ben presente.

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