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C'era una volta la “casa del sale”

sprugoleria
C'era una volta la “casa del sale”

- Qualche puntata fa abbiamo detto quanto fu importante per l’economia della Sprugola la raccolta del sale marino, cosa che peraltro è abbastanza conosciuta. Meno ricordato è invece che nella landa dissetata dalla nostra sorgiva, vi era un edificio che era chiamato “casa del sale”. In verità, non è che lì venisse estratto il sale: non era, insomma, una salina ma un negozio il cui nome vero era “casa della privativa”. Quest’ultima parola ai giorni nostri è termine abbastanza astruso e che non è facile incontrare nel nostro conversare: se ne fa un uso così ridotto che privativa è quasi una parola morta, che incontri nei dizionari ma solo se la cerchi. Una volta, invece, era usuale dirla essendo il nome specifico con cui si indicava l’esercizio dove si smerciavano i prodotti di monopolio: i tabacchi e, appunto, il sale, la cui vendita era lo Stato a concedere. Era, insomma, il tabacchino.

Tutt’intera la casa del sale non l’ho mai vista. Edificio rettangolare di dimensioni tutto sommato ridotte, s’innalzava dove la piazzetta del bastione si apre su via Da Passano. Non l’ho mai vista perché, per un motivo che non so, forse una bomba improvvida o un accidente del genere o chissà che cosa altro ancora, l’aveva ridotta in macerie, con dei mozziconi di muri che cercavano di ergersi verso il cielo per riacquistare l’antica fierezza perduta.
Del negozio, che poi la casa era quello, queste sono le memorie che mantengo, resti che stonavano con il contesto che pian piano si era ricreato fino a quando, finalmente, il tutto fu abbattuto per farvi al suo posto un’aiuola che dava fiato ed ossigeno alla vista dell’insieme. Ma il giardinetto non durò più di tanto ché fu tolto di mezzo per fare del posto (l’inaugurò il sindaco Pagano il 24 giugno 2000) una grande piccola piazza (se così si può dire senza incorrere in contraddizione) bene arredata con panche in legno che fra tutti i sedili sono i meno scomodi a starci seduti.

È un luogo ristretto, raccolto, ma pullula di vita, di grida, di corse di bambini. Vai lì e tocchi con mano la felicità che non manca mai negli occhi dei fanti che là ora giocano, ma che domani saranno i padroni della Sprugola. Ma fra i più anziani che non corrono ma sono solo impegnati a trovarsi un posto in platea, quanti sanno o semplicemente ancora ricordano che una volta lì dove sono assisi sorgeva la casa del sale?
Meglio allora ricordarlo a loro ed a quei fanti che corrono e sbraitano con pallone, bici o skateboard. Nessuno sa bene dove siano destinati ad andare, ma certo vengono da lontano. Educhiamoli alla conoscenza: saranno loro a continuarci.

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