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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Novembre - ore 23.04

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Bufano scrive a Orlando: "Fatti guida di un movimento che recuperi i valori dell'Ulivo"

Bufano scrive a Orlando: `Fatti guida di un movimento che recuperi i valori dell´Ulivo`

- Caro Andrea, l'importanza e la delicatezza dell'imminente tornata elettorale amministrativa non deve distogliere la nostra attenzione dai decisivi passaggi politici contemporaneamente in atto nel Paese e nel nostro Partito.
''Qui si parrà la tua nobilitate'' avrebbe detto Dante Alighieri. Ed in effetti è oggi che ti è dato di dimostrare che il tuo ruolo di unico vero antagonista congressuale di Renzi (Emiliano è fenomeno localistico ed eccentrico rispetto alle dinamiche del Pd) non è stato occasionale, accidentale, effimero e tantomeno frutto di tatticismo, come adombrato dai malevoli.
È innegabile che all'interno del Pd si stia consumando un confronto cruciale fra due diverse prospettive, quella di chi ha già deciso che lo scenario di medio termine siano le larghe intese e quella di chi si ostina con coerenza a perseguire un disegno tendenzialmente bipolare, inequivocamente progressista e di stampo ulivista.
I primi pretenderebbero di trarre argomento da uno stato di necessità che avrebbero peraltro decisivamente concorso a determinare, dall'esperienza tedesca (come se allearsi con la Merkel fosse lo stesso che allearsi con il barzellettiere di Arcore) e dallo scenario francese (ignorando la diversa statura dei protagonisti, il diverso contesto e - anche in questo caso - la ben diversa 'presentabilita'' degli interlocutori).
I secondi non si rassegnano alla prospettiva di un Pd che abdichi al ruolo strategico di partito a vocazione maggioritaria che si pone alla testa di una coalizione progressista, socialmente orientata, che faccia del solidarismo la cifra distintiva della propria azione e il proprio legante.
Questi ultimi sono, fra i militanti e gli elettori veri del Pd (e al netto delle truppe cammellate), percentualmente assai più numerosi di quel che direbbero i risultati delle recenti primarie. Tantopiu' che il disegno consociativo di breve termine di Renzi (e quello neocentrista che forse trapela sullo sfondo) sono stati artatamente taciuti alla platea dei potenziali partecipanti alle primarie (molti di quelli che hanno votato avrebbero manifestato col voto la loro contrarietà a quel disegno e molti di coloro che non sono venuti a votare a quel punto lo avrebbero fatto).
Il tuo compito oggi andrebbe dunque ben al di là di quello di garantire proporzionati spazi di rappresentanza politica a chi ha sostenuto la tua mozione, ma è quello di metterti alla testa di un movimento di popolo, che muova dalle coscienze dei militanti, si apra alla società civile, recuperi lo spirito autentico dell'Ulivo, promuova lo sviluppo di un centrosinistra articolato ma coerente, senza legami imbarazzanti, né palesi né occulti.
Il referendum previsto statutariamente nel caso in cui si prospettino deragliamenti rispetto alla linea politica disegnata dalla carta dei principi del nostro partito sarà un passaggio indispensabile per la riaffermazione dei valori fondanti del Pd ma anche per realizzare nuove e più ampie aggregazioni e per rivitalizzare vecchie e nuove solidarietà dentro e fuori dal partito.
In questa logica, e alla luce del sistema elettorale che si profila, perfino la recente dolorosa fuoriuscita dal Partito di alcuni (a prima vista perniciosa per le ragioni dei progressisti) potrebbe acquistare un senso nella misura in cui costoro possano concorrere, unendosi a ciò che resta dei Vendoliani e alle truppe di Pisapia (troppo esigue rispetto alla legittima ambizione del progetto), a dar vita ad un soggetto politico significativo (e che soprattutto superi il cinque per cento) partner privilegiato di un Pd come sopra riorientato.
Si tratta di un compito difficile ed importantissimo che tu - candidandoti alla segreteria - hai certo immaginato (o forse addirittura voluto) che finisse per gravare sulle tue spalle.
Gli Spezzini non sono i più indicati a pronosticare se ce la farai. Il punto di vista di molti di loro è condizionato favorevolmente dall'affetto, dal campanile, perfino dall'aspettativa di un tornaconto politico. Quello di alcuni altri è invece negativamente influenzato da qualche remoto dissapore, da insulsi preconcetti, dai residui di pregresse scaramucce di cortile.
Gli altri Italiani invece si stanno ancora interrogando su di te, colpiti dai toni sempre riflessivi, dall'atteggiamento quieto, dalla tendenza all'understatement, dalla assoluta mancanza di teatralità. E credo non saprebbero fare previsioni sull'esito della tua importante e difficile missione.
Io, che sono un Sarzanino disincantato, laico (benché sturziano), con un background diverso dal tuo, abbastanza vicino per conoscerti ma abbastanza lontano per restare obiettivo, penso che tu ce la possa fare.

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