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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Luglio - ore 20.14

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Bruzzi Alieti: "A Sant'Anna nessun repubblichino. Casapound legata alla Rsi? Ci onora!"

Bruzzi Alieti: "A Sant'Anna nessun repubblichino. Casapound legata alla Rsi? Ci onora!"

- Spettabile redazione,
essendo stato chiamato in causa dall'avvocato Buondonno, intendo replicare alle sue dissertazioni ed "insegnamenti" gratuiti.
Innanzitutto la risposta a quanto scritto dal collega, era già presente nella mia lettera inviata ai media, ma temo che lui non l'abbia letta con attenzione, così come il testo indicato del Senatore Giorgio Pisanò che dedicò mesi di ricerca negli anni '50 per conto del quotidiano "Il Giorno".
Pazienza debbo replicare: nessun reparto della R.S.I partecipò alla terribile strage di Sant'Anna. Mi dica Buondonno, (che se non sbaglio si è candidato con una lista che non ha più il coraggio, giustamente, di esporre pubblicamente la falce e il martello ma si camuffa con il farò del Molo Italia, che forse venne costruito durante il fascismo), i nomi di un battaglione o di un singolo soldato della Repubblica Sociale Italiana.
Erano presenti cittadini dell'Alto Adige di lingua tedesca, che ora come allora odiavano l'Italia, tanto che al giorno d'oggi sono alleati con la sinistra e osteggiati prima dal Msi, poi da An ora da Casapound, movimenti che difendono l'italianità della regione e l'integrità nazionale.
In merito ai processi celebrati dopo 65 anni, con imputati di 90 anni e solo a carico degli sconfitti, nutro forti perplessità pur rispettando le sentenze.
I processi si sarebbero dovuti fare negli anni '50 con testimoni "freschi", però processando anche i crimini degli anglo - americani, dei sovietici e dei partigiani.
Invece solo contro gli sconfitti per di più dopo una vita.
Detto questo, proprio presso l'Istituto Storico della Resistenza della Beghi, l'esimio collega potrà trovare il libro del grande giornalista Giorgio Pisanò che ricostruì l'intera tragedia e che venne inviato in copia al dottor De Paolis.
A Sant'Anna finché i sopravvissuti erano in vita i partigiani comunisti non mettevano piede, perché furono coloro che provocarono la strage.
Prima depredarono i civili poi spararono sui tedeschi provocando vittime e rifugiandosi nella boscaglia: non erano dei cuor di leone di manzoniana memoria.
A questo punto i tedeschi intimarono ai civili di lasciare il paese entro 24 ore, e chiesero ai comunisti di arrendersi.
Questi obbligarono uomini, donne e bambini a rimanere, promettendo di proteggerli.
Questi, presi tra due fuochi rimasero sul posto.
All'arrivo dei tedeschi invece di proteggerli rimasero nascosti, riuscendo nel loro tremendo obbiettivo di scatenare la rappresaglia tedesca, che seppur orribile e tremenda era prevista dalle norme internazionali di guerra.
Ricordo inoltre, ma Buondonno lo dovrebbe sapere, che i partigiani che combattevano senza divisa, senza un governo legittimo, senza un codice militare non erano e non sono per tutte le norme di guerra, riconosciuti combattenti, ma fuorilegge e passibili di fucilazione.
Così come fecero gli americani in zone di guerra.
In merito al legame che ci attribuisce con i militari della RSI non può che onorarci in quanto furono uomini che credevano in un ideale e morirono per riscattare l'Onore d'Italia, venuto meno dopo il tradimento dell'8 settembre 1943.
Noi come loro amiamo la nostra Patria e non abbiamo nulla da vergognarci a differenza di chi porta in giro le bandiere con la falce e il martello, ideologia che fece 80 milioni di morti nel mondo e continua a farli in Cina a Cuba in Tibet e Corea del Nord.
Spero di aver spiegato tutto all'illustre collega che forse non è uno studioso di storia come me, e al quale si possono giustificare alcune lacune.
Spero che i prossimi anni invece di cerimonie di parte si celebri una santa messa in suffragio delle vittime.

Cordiali saluti

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