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Bellotti (Mcl): "Chi non si allinea contro aborto, eutanasia e unioni civili non ha diritti"

Bellotti (Mcl): `Chi non si allinea contro aborto, eutanasia e unioni civili non ha diritti`

- Con una seduta fiume notturna, la commissione affari sociali della Camera ha approvato giovedì scorso un disegno di legge sulle cosiddette “Disposizioni Anticipate di Trattamento” (DAT). Il testo sarà discusso in aula tra fine febbraio e inizio marzo.
L’articolo 3 della legge, tra l’altro, permette di sottrarre la nutrizione e l'idratazione, e impone al medico la vincolatività delle volontà in precedenza dichiarate del paziente al riguardo. In questo modo, il medico diventa un mero esecutore di una volontà espressa da una persona (il futuro “paziente”) senza consapevolezza della situazione della situazione in cui si verrà a trovare. Infatti, non solo la persona da “sana” inevitabilmente considera negativamente una eventuale condizione da “paziente”, ma anche ben poco si sa sui cosiddetti “stati vegetativi”. E chi si è “risvegliato” - anche dopo anni – dice che sentiva e si accorgeva di quanto accadeva intorno a sè.
In commissione, vari deputati si sono battuti, ma sono stati sconfitti dall’ennesimo canguro taglia-emendamenti. Dalla società civile, ben poche reazioni, anche perchè il dibattito sui media è stato pressochè nullo. Eppure, la portata della legge è notevole. Nella condizione di Eluana, l’unica persona in “stato vegetativo” finora portata a morte in Italia tramite sospensione di idratazione e nutrizione, ci sono due/tremila persone, solo in Italia.
Creato un varco nella cultura del rispetto delle vita fino al suo termine naturale, è prevedibile che tutto il sistema andrà nella direzione della “dolce morte”, e nessuno sarà esente dalla considerazione che la morte costa molto meno delle cure, specie alla luce dello stato delle casse dei sistemi sanitari nazionali. Si tratta di un passo in avanti formidabile per la “cultura dello scarto”, che alla dignità di ogni vita umana sostituisce la valorizzazione soltanto di chi è prospero e produttivo.
Sempre in questi giorni, in Francia, è stata approvata una legge che estende ai siti web il cosiddetto reato di “intralcio all’aborto”. Sarà così vietato parlare anche della sindrome post abortiva. In Italia, pressochè contemporaneamente, è stato presentato un disegno di legge, abbondantemente bipartisan, sulle cosiddette “fake news”. Il testo minaccia multe e carcere per chi diffonda notizie tali da "destare pubblico allarme", o "fuorviare settori dell’opinione pubblica" o "minare il processo democratico, anche a fini politici". Chi deciderà quali notizie sono "false, esagerate o tendenziose", o portatrici di "campagne d’odio", secondo definizioni – è il testo di legge - tipiche di regimi totalitarie? Sarà ancora possibile esprimere opinioni contrarie all’aborto, alle cosiddette “unioni civili”, all’utero in affitto, alle adozioni per single e unioni di persone dello stesso sesso?
Per chi non si allinea al politicamente corretto, è pronto il bavaglio. E’ opportuno accorgersene e sventarne la minaccia il prima possibile, per il bene di tutti.

Francesco Bellotti, consigliere nazionale MCL, presidente MCL La Spezia

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