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Astenersi seduttori, siam in tempi di coronavirus

di Bert Bagarre

sprugoleria
Astenersi seduttori, siam in tempi di coronavirus

- Che viviamo giorni inconsueti ce lo dicono tante cose: dalle enormi che è meglio far finta di dimenticare, alle minuzie che diventano pesanti come macigni perché interrompono il tran-tran quotidiano. Segno dei tempi, per esempio, è la scomparsa dei depliant pubblicitari, speriamo tornino presto. Oppure, come ci agghindiamo che pare si voglia assalire una banca come Jesse James.
La maschera ci condiziona mettendo in crisi i rapporti con il mondo.
Proprio aiei en ciassa der mercà ho salutato un amico. La sua risposta è stata pronta: “chi t’ei che a ne te recognosso con ‘sta mascoa adosso?”
Violando, ma solo per il batter d’un ciglio, le norme della prevenzione, mi sono mostrato.
“Ah, ma tei te” ha detto e è andato via. A differenza del solito, non ci siamo fermati a discorrere come prima. Ci siamo allontanati, ognuno diritto per la sua strada. ‘Sto stramaledetto corona virus, oltre ai lutti ed ai disastri che ha causato, provoca anche il rarefarsi delle relazioni ché in ognuno si manifesta con virulenza il timore dell’infezione. Giriamo tutti che quasi sembriamo come quando a Venezia si ricoprono con bautta, tricorno e mascherina. E chi lo indovina chi c’è lì sotto? Peggio che il velo integrale che indossano le osservanti dell’Islam.

Incontri una persona e, anche se sei provvisto di eccellenti qualità di riconoscimento fisiognomico, hai difficoltà a capire chi è.
Tralasciando la tasca, è la vista, forse, il senso che maggiormente risente di questo clima di pestilenza che ti porta a dubitare di tutti. Ognuno può essere centomila, situazione che forse piacerebbe a Pirandello ma che risulta sgradita a chi non nutre ambizione letterarie. Oltretutto, non sapendo chi s’incontra, la persona che ci viene incontro può anche essere un untore potenziale anche se non intenzionale.
Insomma, è la vista che più ne soffre e questo stato della cosa pregiudica in particolar modo i tombeurs des femmes che allignano non pochi sulle rive della Sprugola.
Ammaestrati da lunga pratica appresa sui banchi delle prime scuole, gli incalliti seduttori prima, quando incontravano un’esponente dell’altra metà del cielo, le guardavano il volto per esprimere un primo sommario giudizio. Se l’esame stabiliva che poteva essere preda, la fissavano negli occhi per vedere se in qualche modo (un lieve batter di ciglia, un sorriso, un ammiccamento delle labbra) la galanteria veniva apprezzata.
Oggi è un problema. Se lei acconsente e poi, tolta la maschera, il dongiovanni se la ritrova baffuta, che fa?
Il maschio verrebbe distrutto da un mascolo, che nella parlata sprugolina indica la persona mascherata.

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