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Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Luglio - ore 18.32

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Arbasetti e Casagrande: "Il porto ha bisogno di nuovi progetti, meno invasivi per la città"

Arbasetti e Casagrande: `Il porto ha bisogno di nuovi progetti, meno invasivi per la città`

- I nuovi dati e le nuove situazioni,riportate sulla stampa locale e regionale,confermano che il nostro porto, da 8 anni ristagna sia sulla movimentazione container, che sulle merci varie e anche per ciò che riguarda le crociere.
Tutto questo, ovvero la realtà degli ultimi 8 anni,riduce drasticamente le aspettative del porto che, secondo le previsioni di 8 anni fa, avrebbe dovuto movimentare 2.600.000 container, naturalmente secondo gli operatori portuali che per anni ci hanno venduto questa favoletta, a cui peraltro pochi hanno creduto, che non teneva in alcun conto della sostenibilità che tale porto avrebbe avuto in un piccolo golfo quale il nostro e con la movimentazione a pochi metri dalle case dei cittadini di alcuni popolosi quartieri.
Noi pensiamo che sia ormai giunta l’ora di riconsiderare il valore del Tavolo pubblico permanente che la giunta Regionale deliberò fosse costituito nel lontano 2006 (insieme alle fasi attuative sul Prp) e che è stato sempre ostacolato,come molte altre cose del resto, dall’arroganza del precedente presidente dell’Autorità portuale con la complicità delle altre istituzioni locali e regionali.
Ci pare sbagliato continuare a fare convocazioni ristrette alle istituzioni competenti e a coloro che dovrebbero, da sempre, tenere sotto controllo gli inquinanti portuali sia acustici che dell’aria mentre sarebbe opportuno riconvocare il Tavolo che già esiste e discutere di ogni cosa con tutti coloro che lo compongono.
Questo dovrebbe essere il nuovo comportamento da tenere visto che la presidenza è cambiata,e per dare un segno di discontinuità, e diciamolo finalmente, i confronti dovrebbero essere a 360° e non ristretti, come fatto fino ad oggi, per garantire tutela ambientale e un miglior rapporto tra città e porto.
Ancora oggi c’è chi insiste nella necessità di raddoppiare i container movimentati ma tutto questo è nell’interesse di pochi e non della città che deve rivolgere la sua attenzione allo sviluppo turistico che potrebbe garantire maggiori posti di lavoro per i nostri giovani che sono di fronte ai dati di un 40% di disoccupazione giovanile e non sarà certo il porto a far diminuire la disoccupazione.
Da quello che abbiamo visto negli ultimi tempi, temiamo che il nuovo presidente dell’Adsp tenda a proseguire lungo la strada tracciata in precedenza, cosa che noi crediamo sbagliata, in quanto il porto deve essere sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia in riferimento alla città e per fare in modo che sia così serve che non solo le istituzioni ma anche chi doveva sedere al famoso Tavolo, così odiato sia da Forcieri che dal Comune, partecipi alle scelte adatte per la convivenza porto-città.

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