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Anche una tradizione "autarchica" viene dalla mescolanza

di Bert Bagarre

Anche una tradizione "autarchica" viene dalla mescolanza

- Ciò che mangiamo rappresenta noi ed il territorio che abitiamo: la sua cultura culinaria è elemento identitario ma anche indicatore economico. Che questa non fu terra ricca lo dice anche il ricettario sprugolotto che apparecchia deschi gustosi con vivande preparate con materia prima semplice e modesta. Fra i cibi consegnati dalla tradizione, primeggia a mesciüa: cibo trend oggi che testimonia sapori d'antiche usanze, vecchi riti della storia di Sprugolandia.
Di origine ignota, fu piatto povero di terra non ricca dove ci si contentava di poco essendo il di più negato da una natura matrigna anche se favolosa: terra stretta fra onde insidiose e zolle dure, non poteva pretendere le culture degli spazi aperti. Da qui nasce la mes-ciüa, tanto buona a mangiarsi quanto ostica a scriversi. Se dicono scrivi come magni, meglio dire mescolanza ché questo significa l'antica parola.

Oggi è piatto raffinato in cui il gourmet cerca aromi proibiti dall'odierna confezione dei cibi. Ma allora era desinare di chi non aveva il lusso di pensare se il suo food era slow o fast; contava solo non fare un altro buco nella cintola per non precipitare le brache a terra. Siamo ciò che mangiamo, ma anche le parole definiscono l'identità. Non è così strano che la parlata sprugolina, da tempo dimentica del dialetto che spiega l’appartenenza, conservi termini che sembrano relitti linguistici da tanto che paiono di altra dimensione: mes-ciüa, fainà, goto, carega, come se dell'idioma in uso prima della calata dei barbari che parlando altra lingua qua vennero per cercar lavoro, restino superstiti solo gli antichi vocaboli che hanno il comun denominatore di appartenere all'area de-a to-a, della tavola che da sempre è collante sociale.
Fagioli, grano, ceci, farro: cereali e legumi ammollati nell'acqua per tempi differenti perché di razze diverse, poi cotti ben bene, a fuoco lento perché la fiammella li penetri per meglio prepararli al palato beato di chi ne gusterà i sapori caldi.

Da dove sorse la mescolanza non si sa bene, ma è ben nota l’origine della mes-ciüa umana che Arsenale, industrie e porto richiamarono nella terra ove Sprugola suona, per trovare quanto a casa loro gli era negato: perché allora si andava dove c‘era lavoro, non dove si sperava ci fosse. I barbari immigrati si fusero con i nativi in un'insolita mescolanza di gente la cui progenie oggi assapora soddisfatta la mes-ciüa senza rendersi conto che il piatto che centellina è metafora del suo essere. Ma che importa? Conta solo tenere nelle mani una buona bottiglia di olio ed il macinino con dentro i tanti colori del pepe.

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