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A Castelnuovo Magra, dopo il 26 maggio

di Piero Donati

Materia facoltativa
A Castelnuovo Magra, dopo il 26 maggio

- La cancellazione – in nome del “decoro urbano” - di una scritta murale relativa alle elezioni politiche del 1948, tracciata da mano di militante nel quartiere romano della Garbatella, fa tornare di attualità quanto scrissi il 14 maggio 2017 in questa stessa rubrica (leggi qui) a proposito del simbolo del Fronte Democratico Popolare – la testa di Garibaldi inquadrata da una stella a cinque punte – ancora visibile sul muro di un ex-fienile presente nel piano di Castelnuovo Magra. Su questo borgo, peraltro, si sono accesi nei giorni scorsi i riflettori dei media a seguito della complessa operazione di polizia – non ancora coronata dall'arresto dei malviventi – che ha avuto come perno la Crocifissione di Piet Brueghel il Giovane conservata nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena.
Come cittadino con radici castelnovesi e come storico dell'arte, incaricato per venticinque anni della tutela del patrimonio storico-artistico di questa zona, mi chiedo se le circostanze ricordate possano avere qualche riverbero sulla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Il 26 maggio prossimo, infatti, non si andrà alle urne soltanto per il Parlamento Europeo ma anche per eleggere molte amministrazioni locali, fra le quali quella di Castelnuovo, e mi chiedo se i contendenti inseriranno la corretta gestione dei beni culturali presenti nel territorio comunale fra i punti qualificanti del loro programma. Non essendo tuttavia difficile ipotizzare un certo impaccio dei candidati su questo versante, mi permetto di indicare alcuni punti qualificanti:

- recupero della stazione ferroviaria di Luni come luogo della memoria (fino al 1953 qui si caricava sui carri merci la lignite estratta dai pozzi della fascia pedemontana) e come porta d'accesso alla zona archeologica della città romana di cui reca il nome

- creazione di un museo d'arte sacra nell'oratorio dei Rossi, adiacente alla chiesa della Maddalena, nel quale esporre, fra l'altro, l'ormai famosa tavola di Brueghel il Giovane e le sagome in lamiera dipinta dell'ottocentesco Compianto restaurato pochi anni fa, del quale ho parlato il 19 aprile 2014 (leggi qui) in occasione del suo ritorno da Genova

- promozione di un percorso delle maestà castelnovesi, cioè di quei bassorilievi devozionali in marmo, databili fra il XVII ed il XIX secolo, che sono intimamente legati alla realtà sociale del tempo

promozione di una rete di luoghi della memoria della storia del '900: la lapide dei caduti della Prima Guerra Mondiale di Molino del Piano, il piazzale della stazione di Luni o il già ricordato simbolo della lista “garibaldina” delle prime elezioni politiche dell'Italia
repubblicana...

C'è qualche possibilità che questi suggerimenti vengano non dico accolti integralmente, ma almeno presi seriamente in considerazione? La mia esperienza mi indurrebbe a dubitarne ma la speranza, si sa, è l'ultima dea.

PIERO DONATI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'immagine di Garibaldi dipinta sul muro del fienile Franco Garibaldi


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