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"Una rotonda a Bottagna, magari finanziata dalle società assicuratrici"

"Una rotonda a Bottagna, magari finanziata dalle società assicuratrici"

- Io da circa un anno abito a Carozzo e, piogge a parte, da quando è stato eliminato il semaforo, per rientrare a casa da Sarzana uso sempre la strada della Ripa. Qualche giorno fa, per l’ennesima volta, ho rischiato l’incidente nell'incrocio di Bottagna.
Io non sono un ingegnere civile ma si sa a ingegneria ti insegnano a fare un po’ di tutto e durante la mia attività oltre che l’ingegnere chimico ambientale, che è la mia specializzazione, ho fatto a lungo anche attività da ingegnere elettronico e da ingegnere gestionale, e a fare l’ingegnere civile non ci tengo proprio per cui mi sono solo un pochino documentato e mi limito a dare un suggerimento all'ufficio tecnico del mio Comune, quello di Vezzano Ligure, con una bozza di progetto di rotonda (schizzo fatto a mano libera).

Prima di tutto ho fatto una ricerca sulle normative vigenti per la realizzazione di rotonde e ho scoperto che in Italia non esistono norme specifiche (chissà perché in altri paesi europei esistono) per cui ho recuperato degli appunti dell’università di Pisa dove suggeriscono di utilizzare la seguente check list qualitativa:

1) Verificare se c’è lo spazio per una rotatoria adeguata al contesto e secondo me, seppur limitato, lo spazio per la realizzazione di una rotonda a una corsia esiste.

2) Verificare le irregolarità PIANO-ALTIMETRICHE. Le intersezioni si preferisce farle in zone pianeggianti (2 / 4 % max). Con pendenze elevate si creano situazioni pericolose. Per l’analisi di questo punto bisogna considerare anche le abitudini locali degli utenti. Per esempio Genova è tutta in collina e gli utenti sono abituati a intersezioni inclinate. Nell'incrocio di Bottagna questo problema non esiste.

3) La rotatoria non consente un controllo diretto del traffico (come il semaforo) e annulla ogni gerarchia (la strada principale non ha più la precedenza ma la ha il primo veicolo che entra nell'anello), sicuramente si avrebbe una situazione ben più scorrevole, con l’eliminazione delle code nelle ore di punta, e soprattutto molto più sicura.

4) La rotatoria non consente di inserire corsie preferenziali come autobus, piste ciclabili e è preferibile non metterle vicino a ospedali dove potrebbero circolare ambulanze: nell'incrocio di Bottagna questi problemi non esistono.

5) Verificare se ci sono flussi elevati di pedoni come per esempio un polo scolastico, un viale sul mare con stabilimenti balneari, supermercati con parcheggio dall'altro lato della strada (in tal caso è meglio un impianto semaforico) o ciclisti che riducono le prestazioni della rotonda e sono pericolosi, soprattutto nelle grandi rotonde perché tendono a restare all'esterno della rotonda, in conflitto, spesso, con l’uscita dell’auto: nell'incrocio di Bottagna questi problemi non esistono.

6) Meglio non mettere una rotonda se nei pressi ci sono passaggi a livello o accesso dei Vigili del fuoco: nell'incrocio di Bottagna questi problemi non esistono.

7) Verificare se ci sono transiti di carichi eccezionali (nel caso è necessario prendere opportune precauzioni): senza il ponte di Caprigliola, peggio di così non può essere.

1,2,3 e 4 sono condizioni vincolanti mentre 5,6 e 7 sono avvertimenti che necessitano di precauzioni più che condizioni di fattibilità.

Premesso quanto sopra e ribadendo che non sono un ingegnere civile chiedo a chi di dovere di valutare la fattibilità della bozza di rotonda proposta al fine di eliminare i disagi e i rischi attualmente generati dall'incrocio di Bottagna, nella speranza che si possa vedere realizzata in tempi brevi. Magari si potrebbe chiedere un finanziamento alle società assicuratrici che risparmierebbero un botto di soldi.

Vittorio Gasparini

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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