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"Un modernismo di facciata ha messo sotto scacco lotte e conquiste"

"Un modernismo di facciata ha messo sotto scacco lotte e conquiste"

- Molte volte, per superare la gravità di alcuni eventi, è giusto ricorrere ai pensieri di grandi uomini. Un pensiero che può far ben sperare sta in poche parole che Anassimandro di Mileto ci ha tramandato:..”tutte le cose scontano la pena e il fio dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo.” Ciò detto rimane intatta la volontà di vivere, come ripeteva Schopenhauer. Oggi è rispettato, da chi di dovere, il diritto alla salute/vita? Per quanto mi è dato sapere no! Quanto pesa sulla speranza di vita del malato una smisurata lista d’attesa e cure fatte al risparmio dall’ Azienda S..... Ligure 5? Quanto pesa la sottrazione a vario titolo di spazi pubblici (ospedali, scuole) alla pubblica fruizione? Alla luce di un modernismo di facciata hanno messo sotto scacco lotte e conquiste fatte, a duro prezzo, dal movimento delle donne, del sindacato, della cultura e dei partiti progressisti di fatto. Nonostante i revisionisti di maniera rimane documentato che negli anni sessanta e settanta si è sviluppato un percorso democratico che ha conquistato spazi pubblici, funzionali alla salute, alla scuola o utili ad aggregare le persone nel tempo libero e capaci di soddisfare il bisogno di una visione solidale per stabilizzare le relazioni umane. Un Paese, ridotto a macerie, è stato ricostruito è riportato ai fasti del mondo per la forza di un popolo incline al vivere in libertà. Oggi le persone che hanno lottato per ottenere la sanità pubblica e la scuola pubblica sono escluse, in quanto improduttive. Le persone più fragili, perché afflitte da malattie rare o croniche, sono dimesse dall’ospedale in modo non sempre adeguato alla condizione. Il rischio clinico, dovuto a non adeguata continuità assistenziale, sembra caduto nel vuoto. I Comuni hanno e stanno subendo tagli enormi ai servizi sociali, creando condizioni di poca sicurezza ed alti costi per le famiglie meno abbienti, se non totalmente non abbienti. Per quanto riguarda la scuola pubblica sono passati i tempi dei decreti delegati, nei quali il coinvolgimento dei genitori, utile a far dotare la scuola di strumenti educativi idonei e personale qualificato per il sostegno, rendeva possibile l’integrazione dei più deboli nel tessuto sociale. Tutte cose vecchie che troveranno soluzione “nell’ordine del tempo”. Ora nel disordine muoiono (male) i più deboli e il disagio sociale, se non la disperazione, sta coinvolgendo tutti. Nessuno escluso. Siamo all’interno di una guerra batteriologica, economica e finanziaria. Se chi governa questi processi non dimostra di essere all’altezza della situazione son problemi seri.

Arturo Fortunati

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