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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 14.31

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"Un gelato e subito via, un tipo di turismo che va ridotto"

Lettera al presidente del Parco delle Cinque Tere da parte di una professionista che lavora per un tour operatore della Nuova Zelanda.

`Un gelato e subito via, un tipo di turismo che va ridotto`

- Lettera aperta di Emanuela Angelini al presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Vittorio Alessandro.

"Lavoro per un tour operator neozelandese (customwalks.com) che da quasi 20 anni organizza giri a piedi in Liguria e nelle Cinque Terre (oltre che nel resto di Italia e Europa), e sono una guida escursionistica. Ho iniziato ad accompagnare gruppi nel vostro parco nel 2000.

Le scrivo perché ritengo importante che, in questo periodo cui si parla tanto del numero eccessivo di visitatori delle Cinque Terre e di come affrontare al meglio la situazione, anche noi operatori turistici diamo il nostro contributo e parere.
Vorrei essere breve visto che sicuramente ha un monte di cose da fare, quindi non mi soffermo sull'ovvietà delle conseguenze positive (di tipo economico e occupazionale) che derivano dallo sviluppo turistico di un posto.
Sicuramente la situazione nelle Cinque Terre sta diventando esplosiva, e devo dire che l'anno scorso tutti i nostri clienti (portiamo circa 10 -15 gruppi di max 14 persone all'anno, e pernottiamo due notti a Monterosso) hanno trovato le due giornate nelle 5 Terre le meno "belle" come esperienza complessiva, rispetto alle giornate precedenti e successive del nostro tour. Tutti concordano che sia un posto bellissimo, ma le orde di persone nei paesi e il doversi fermare costantemente durante le passeggiate per l'incrociarsi continuo con le persone la rende un'esperienza tutt'altro che gradevole. Per non parlare poi di quando bisogna prendere il treno per tornare al paese di partenza…
L'anno scorso soprattutto (io mancavo da questa zona da un anno e mezzo) arrivare a Monterosso (a piedi, da Levanto) è stato un vero shock: ho trovato un villaggio totalmente invaso dalle persone, una specie di Disneyland in cui dover fare quasi a gomitate per poter raggiungere l'hotel, che si trova nella parte vecchia del paese. Sono rimasta allibita (e mortificata coi miei clienti, che tutto d'un tratto hanno visto un'immagina sognata e desiderata da tempo infrangersi in un momento), e in seguito mi è stato spiegato che la "novità" sono le navi da crociera che ora arrivano a La Spezia rilasciando migliaia di persone per volta.

Un'altro giorno abbiamo incrociato l'ennesimo gruppo gigantesco di camminatori francesi (saranno stati una quarantina di persone) sul sentiero tra Volastra e Coniglia, e nell'incrociarci sul sentiero in pendenza un uomo (avrà avuto circa 70 anni) è inciampato, e nel cadere ha travolto una mia cliente che è stata riacchiappata al volo dal marito, e lo sfortunato uomo è rovinato per terra battendo la testa contro una roccia e ferendosi. Mi sono fermata a prestargli primo soccorso soccorso e ho proposto più volte di chiamare il 118, ma sia lui che i suoi compagni si sono rifiutati (nonostante sanguinasse a lungo dalla testa). L'incidente potrebbe essere stato ben più grave se la mia cliente fosse finita giù con lui, e la guida di questo gruppo non sapeva neanche dell'accaduto dal momento che quando porti in giro 40 persone non le puoi gestire tutte. Questo per dire che il problema non è solo il numero complessivo di persone che entrano nei sentieri, ma anche le dimensioni dei gruppi e come questi vengono gestiti.

Ritengo che trovare un modo per regolamentare sotto i vari punti di vista l'afflusso nel Parco sia una questione estremamente urgente, ma da quanto ho capito non si sta parlando effettivamente di una regolamentazione e diminuzione del numero dei visitatori.

Mi chiedo se non sia possibile nel prossimo futuro:
1. cercare per lo meno di regolamentare quel turismo mordi e fuggi, di giornata, che al massimo si mangia un gelato e se ne rivà via, intasando treni, paesi, sentieri, e non apportando nessun vantaggio economico all'area. In pratica ridurre drasticamente l'afflusso di questo tipo di turismo, tipico delle crociere (per esempio prevedendo un numero di pass limitati per questa tipologia, possibilmente anche nei paesi)
2. agevolare nel contempo un turismo sostenibile, di chi si affaccia in questo ambiente in punta di piedi, portando gruppi piccoli e ben gestibili, pernottando nelle strutture all'interno del parco (e di conseguenza usufruendo di tutto ciò che villaggi offrono, come bar, ristoranti, negozi di alimentari e così via) e portando quindi un reale vantaggio economico. (per esempio assicurando la disponibilità di pass a coloro che pernottano nei villaggi)
3. regolamentare meglio la frequentazione stessa dei sentieri, stabilendo una dimensione massima dei gruppi o un certo numero di accompagnatori per i gruppi più numerosi (è infatti l'accompagnatore quello che, di solito, si preoccupa di far fermare i propri clienti per far passare delle persone alternando quanto possibile la precedenza). Questo controllo si potrebbe effettuare all'entrata stessa dei sentieri.
Sono tanti gli esempi in cui il numero di visitatori è prestabilito e fissato dalle autorità competenti, come succede in molti Parchi degli Stati Uniti, a Machu Picchu o addirittura alle Isole Galapagos, per cui non dovrebbe essere una soluzione improponibile…

Non so se sto andando controcorrente rispetto i miei colleghi operatori turistici, ma io mi auspico veramente che venga eventualmente introdotto un limite ai visitatori nei mesi di maggiore afflusso.
Se fatto con intelligenza non può che portare beneficio sotto tutti i punti di vista, sia a chi nelle Cinque Terre sogna di venirci da anni e ha il diritto di fare un'esperienza pienamente soddisfacente, sia per la qualità della vita di chi nelle Cinque Terre ci vive e ci lavora, sia per il parco stesso, un'ambiente di una bellezza struggente e unica al mondo e che va protetto dal rischio di una rovina irreparabile.

La ringrazio per aver preso il tempo di leggermi e spero che questi miei pensieri possano dare spunto per ulteriori riflessioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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