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"Strina"? Non era spezzino, ma andavano tutti a cercarlo

di BERT BAGARRE

"Strina"? Non era spezzino, ma andavano tutti a cercarlo

- Come ogni civiltà che si rispetti, pure quella sorta sulla Sprugola ha i suoi eroi che presto sono stati assunti a mito nell’immaginario popolare che trasfigura in metafisiche le persone terrene. Nel nuovo stato i connotati umani si perdono in un alone non meglio definito in cui va smarrita pure la carta d’identità.
Così, di persone in carne e ossa resta solo la raffigurazione di simbolo di un concetto che si fa prima a dire con un nome che non dirlo con le parole.
Ogni bimbo di Sprugolandia, nel momento in cui assilla i suoi chiedendo loro di soddisfare l’ennesimo capriccio, si sente immancabilmente rispondere “Ma chi te credi che a son? Strina?”.
Ce lo siamo sentiti dire tutti da piccoli e con tutti i nostri piccoli abbiamo usato quell’espressione, ma chi o che cosa si celi sotto quelle sei lettere, è mistero inesplicabile per la stragrande maggioranza.

Se si ha la fortuna di avere un ultracentenario sotto mano disponibile ad essere interrogato, ti dirà che neppure lui lo sa, ma che ha sentito dire da suo nonno che forse il tale Strina era uno venuto da ‘ste parti, provenendo dal Parmense dove era nato e fino a quel momento vissuto, quando cominciarono i lavori di costruzione del Regio Arsenale Militare Marittimo: siamo dunque a oltre un secolo e mezzo fa. Tanti di quegli anni orsono che di Strina s’è persa la conoscenza del nome con cui era stato battezzato; figurati te poi a sapere se era moro o biondo, se era alto o basso, se si era sposato e con chi o se aveva dei figli.
Però, doveva essersi fatto una sua bella carriera brillante perché, secondo le testimonianze degli antenati, era lui l’incaricato di trovare tutta la roba che serviva per la costruzione dello stabilimento. Succedeva così che se qualcuno aveva bisogno urgente di un qualche cosa che al momento non aveva sotto mano, che so, un chiodo a elle o un martello di legno, senza neppure cercarlo altrove, andava di corsa a chiederlo a Strina, sicuro che quello immantinente gli avrebbe procurato ciò che gli serviva.
E così è durato per tutti quei sette anni e mezzo che durarono i lavori dell’Arsenale. Su quello che è successo dopo, buio tombale. Se Strina rimase a Sprugolandia o se andò in cerca di un altro cantiere dove far valere le sue doti di trovarobe, non se ne sa assolutamente nulla. Può anche darsi che rimase qua, sedotto come tanti dal fascino della Sprugola.
Ma agli occhi della gente Strina non importava più. Solo da trovatore funzionava la sua leggenda; al di fuori c’era solo l’anonimato. Come che fu, per noi che viviamo nel mondo di Internet, Strina fu certo il primo motore di ricerca.

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