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"Sanità gracile e storta, si è raschiato il fondo"

L'ex sindaco Bertagna interviene inquadrando la situazione della Asl 5 nei confronti delle sorelle liguri, che negli ultimi 10 anni hanno certamente subito trattamenti migliori.

"Sanità gracile e storta, si è raschiato il fondo"

- Le vicende dell'Asl 5 sono state e sono tuttora al centro dell'attenzione pubblica locale.
I giornali hanno riferito di alcuni ricorrenti casi di pazienti dell'ospedale assistiti malamente per motivi di penuria di organico e di conseguenti disservizi.
Poi le recenti inchieste giudiziarie, ancora in corso, hanno aggiunto inquietudine e disapprovazione
per quanto si è venuto a sapere.
Molto infine si è dibattuto, anche pubblicamente, sui titoli e sulla qualificazione di una dirigente apicale dell'Asl, anche se su quest'ultima vicenda pare avvertirsi il retroscena di una faida di potere interno al centro-destra.
Assieme a ciò fortunatamente leggiamo anche lettere di cittadini ai quotidiani che esprimono soddisfazione e gratitudine per la qualità delle cure ricevute nelle strutture ospedaliere dell'Asl. Ritengo che esse riflettono una realtà soddisfacente per settori o parti dell'organizzazione sanitaria che tuttavia si accompagnano purtroppo ad aspetti ed ambiti sanitari deludenti e di discutibile qualità.
Una parte non irrilevante delle lamentele o dell'insoddisfazione riguarda lo stato di vetustà ed arretratezza degli edifici dell'ospedale cittadino che si accompagnano alla miserabile dotazione degli arredi – letti, comodini, armadietti- ancora largamente presenti al Sant'Andrea.
E' proprio a quest'insieme contraddittorio percepito dall'utenza sanitaria che vanno ricondotte le fughe verso altre e più dotate realtà in altre province o regioni vicine.
Quando sarà pronto ed in funzione il nuovo ospedale - ma ci vorranno un po' di anni - vi sarà certamente un miglioramento, almeno sotto il profilo “alberghiero”, ma i problemi complessivi della sanità spezzina rimarranno assai problematici e in troppi casi anche aggravati.
In questi ultimi tempi sono stato sollecitato a occuparmi e studiare quanto da loro già elaborato e sostenuto da tempo. Parlo degli amici del “Tribunale dei diritti del malato” e di “Cittadinanzattiva”.
Mi sono così impegnato a leggere e riflettere su molti atti pubblici che non credo siano molto noti, anche tra gli “addetti ai lavori” istituzionali, sociali o politici. Tra le varie fonti di documentazione una particolare rilevanza hanno la deliberazione del Luglio scorso della Corte dei Conti sul controllo e sulla “parificazione” della spesa della Regione Liguria e, assieme ad essa, il “Libro bianco della sanità ligure” redatto dalla stessa Regione con il supporto della sua azienda sanitaria “A.li.sa.”
Ho così, anche con l'aiuto dell'ottimo avvocato Rino Tortorelli che da lungo tempo si dedica con grande senso civico a queste tematiche, verificato le forti fragilità e storture, per non dire ingiustizie, che gravano sulla sanità spezzina e di tutto l'ambito territoriale dell'Asl 5. Tali inique storture, se non corrette da un'urgente inversione di tendenza, rischiano di degenerare ed incancrenirsi nonché di riproporsi, con tutto il loro peso, anche dopo la realizzazione del nuovo ospedale a valenza provinciale.
Affermo che, in particolare nell'ultimo decennio, si è resa gracile e storta tutta l'Asl 5.
Ciò che più è grave è il fatto che questo è avvenuto, tra tutte le Asl liguri, in particolare e in modo eclatante ai danni della sola Asl spezzina. Non dico che le altre Asl della Liguria se la passino alla grande, perché così non è.
Sostengo che qui, in questa provincia molto più che altrove, si è raschiato il fondo del barile e oltre fino a mettere in discussione il principio costituzionale della parità dei cittadini nel godimento dei propri diritti alla salute ed alla assistenza sanitaria. Tale tendenza è iniziata a partire dal 2008 con le ultime due giunte regionali di centrosinistra per poi non essere corretta ed invertita negli ultimi tre anni dall'attuale giunta di centrodestra.
Per questo propongo la mia riflessione indistintamente a tutte le parti politiche, istituzionali e sociali auspicando uno sforzo di ripensamento autocritico ed un impegno di correzione, possibilmente convergente, ognuno nei propri ruoli di maggioranza o di opposizione. A tale sforzo di analisi e di iniziativa siamo chiamati tutti, nessuno escluso.
Pongo pertanto i due problemi di fondo che vanno corretti o quantomeno avviati a soluzione già dal prossimo bilancio regionale e dal successivo rendiconto finanziario.
La prima grande e prioritaria questione riguarda la dotazione del personale dell'Asl che è, tra tutte le Asl liguri, la più deprivata di risorse umane, come dimostra eloquentemente la tabella della stessa Regione Liguria (vedi sotto, figura numero 1).

Tenuto conto che nel 2015 i residenti di riferimento dell'intera Asl 5 risultavano essere 218.452 (popolazione della provincia della Spezia meno i residenti dei Comuni di Varese Ligure, Carro, Maissana che fanno parte della Asl 4-Chiavarese-), si può fare un conto, sulla base dei dati della tabella citata, di quanti siano i dipendenti in meno della nostra Asl rispetto alle altre Aziende sanitarie.
Volendomi tenere nello stretto rinuncio a considerare i grandi ospedali genovesi (San Martino-IST, Galliera, Gaslini, Istituto Evangelico) e quindi facendo la media di tutte le altre Asl liguri, al netto dei grandi ospedali universitari e di ricerca, ne deriva per noi un disavanzo di 16,07 unità di personale ogni 10.000 abitanti ovvero un buco di ben 351 dipendenti in meno rispetto a tutte le altre Asl della regione.
Se avessi contato sulla base dell'intera media regionale, che appare in Tabella, ne verrebbe un deficit di ben 1.157 dipendenti in meno rispetto a tutti gli altri. Ma tenuto conto che la grande ospedalità genovese è anche a sostegno di tutti i liguri ed oltre, possiamo accantonare quest'ultimo dato per ritenere corretta e giusta la rivendicazione, da concretizzare nel breve e medio periodo (dai tre ai cinque anni), di un riequilibrio, oltre al turn over, di almeno 350 unità di personale in più a favore dell'Asl 5.
Non è neppure vero che non c'erano le risorse finanziarie per farlo o che non si possono infrangere i rigidi vincoli di spesa stabiliti dalle severe leggi nazionali in materia. Non è vero: i soldi c'erano e ci sono per ripristinare elementi di uguaglianza, ad invertire questa grande alterazione o ingiustizia a nostro danno.
Ce lo conferma la Corte dei Conti, che è organismo costituzionale essendo organo della Magistratura avente ”giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica” ai sensi dell'Art.103 della Costituzione della Repubblica.
Detta Corte per la Liguria, nell'ultima sua Deliberazione (21 Luglio, n°65/2017/SRCLIG) di parificazione sul rendiconto generale per l'esercizio 2016 della Regione Liguria, certifica che con i conti della sanità ligure riguardanti la spesa per il personale delle Asl e aziende sanitarie pubbliche, pur dovendo sottostare alla stretta di riduzione economica disposta dalle leggi nazionali, si sarebbe potuto spendere di più per questa voce di bilancio, restando pur sempre al di sotto dei limiti di spesa per tale personale. Infatti, come dimostra la Tabella n°125 della Deliberazione di parificazione della Corte dei Conti che qui sotto si riproduce, la Regione Liguria avrebbe potuto spendere ben 107 milioni di euro in più per il personale delle Asl, restando sempre nei limiti di legge.
Ma non l'ha fatto. E nessuno qui ha fiatato. Vedremo, fra qualche mese, nel rendiconto e alla fine dell'anno nel prossimo bilancio, se la Regione insisterà o meno in questa politica della lesina che penalizza particolarmente e palesemente gli abitanti della nostra provincia (vedi sotto, figura numero 2).

Analoghe considerazioni di pesante disuguaglianza possiamo svolgerle nei confronti del taglio dei posti letto ospedalieri. A Spezia si taglia ben più che altrove, basta far due conti.
Anche il tetto dei posti letto è determinato da leggi e criteri nazionali: il numero dei post letto viene determinato, su base regionale, secondo la formula dei 3,7 posti letto x 1.000 abitanti che sono comprensivi, per lo 0,7 dei posti letto per la riabilitazione o fase post-acuzie.
A loro volta i posti letto per acuti si suddividono in posti letto per degenza ordinaria e posti letto per Day-hospital.
Applicando al numero dei residenti nell'Asl 5 la formula del 3,7x 1.000 anzidetta, risultano 797 complessivi (ovvero 646 per acuti e 151 riabilitazione). Su queste cifre poi c'è stato il taglio della Regione che riduce le cifre sopracitate a 518 ( 490 per acuti e 28 per la riabilitazione).Si sono così tagliati dunque 279 posti letto, circa il 35%.
In nessun'altra Asl è stato apportato un taglio così drastico: emblematico ed estremo è il caso della differenza con l'Asl 2 (Savonese) dove sul tetto di 1.029 posti letto ne vengono riconosciuti 989, tagliando 40 posti letto che corrispondono ad una diminuzione del 4% scarso (vedi sotto, figura numero 3).

Si può infine trarre qualche conclusione da quest'insieme di cose.
Sui posti letto abbiamo tempo di ragionarci su con la costruzione del nuovo ospedale. Che peraltro è ferma.
Prioritario ed urgente è l'avvio a soluzione della grave carenza di personale, soprattutto nelle strutture ospedaliere. Personalmente ho sempre pensato che sia un errore centrare tutta l'attenzione sulla struttura ospedaliera perché un ruolo fondamentale deve essere svolto da tutti i servizi sociosanitari dell'Asl volti alla prevenzione, al sostegno ed alla cura sul territorio e domiciliare. Pur mantenendo quest'approccio culturale e politico, riconosco però che oggi nell'ambito Asl la crisi e l'emergenza colpiscono pesantemente le strutture ospedaliere ed i servizi diagnostici e tecnici a loro direttamente collegati. Siamo ad uno stato particolarmente critico e difficile che se non affrontato con la dovuta determinazione può innescare gravi ripercussioni, sia sulla valutazione degli utenti o cittadini sia per l'aggravamento del fenomeno della mobilità sanitaria in uscita già elevatissima nella nostra provincia, più che altrove.
Va prima di ogni altra cosa garantita una più consistente e congrua dotazione di personale sanitario-soprattutto più medici, più infermieri, più tecnici- dei quali siamo fortemente carenti e per i quali vi erano e vi possono essere le risorse per far fronte a tali nuove assunzioni.
Vi è la necessità di far entrare negli ospedali dell'Asl 5 una nuova leva di giovani, operatori ed operatrici, che maturino la loro professionalità affiancandosi all'esperienza ed alla qualità elevata di cui è ricco – è questo l'unico vero patrimonio che abbiamo- il personale sanitario dell'Asl. Esso ha dato prova, anche in condizioni di ristrettezza e forti disagi numerici ed organizzativi, di essere all'altezza, in molti casi fino all'eccellenza, dei loro compiti ad alta funzione sociale e civile.
E' urgente imprimere una svolta superando errori e limiti degli anni passati o recenti. Bisogna che con i cittadini anche e soprattutto Comuni e sindaci facciano udire alta la propria voce. E con loro devono adoperarsi le forze politiche e sociali; tutti devono sostenere la loro volontà di cambiare. Per l'interesse del nostro territorio bisogna far cambiare l'atteggiamento passato e presente della Regione Liguria. Non serve a nulla dire che la colpa è di quelli che c'erano prima: se dopo qualche anno non si realizza alcun cambiamento la colpa diventa comune e ricade anche sulle spalle di chi c'era, ma soprattutto ed inevitabilmente di chi c'è.
Tanto più se chi ora c'è, tra i suoi obiettivi per l'Asl 5, non indica la necessità del riequilibrio della spesa e del superamento delle insostenibili disuguaglianze tra le diverse realtà delle Asl della Liguria.

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