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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 13.54

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"Poco importa di chi sia la colpa, ora servono messaggi chiari. E letti pronti"

Un lettore: "Bene chiedere di tener alta la guardia, ma nuove misure restrittive pesano come macigni".

CONTAGI
"Poco importa di chi sia la colpa, ora servono messaggi chiari. E letti pronti"

- Leggo con un certo stupore le dichiarazioni del Governatore della Liguria e del Sindaco della Spezia concernenti l’adozione di nuove misure restrittive per limitare la diffusione del virus in città. A ben riflettere più che di stupore parlerei di rabbia. La rabbia di chi vede ricadere sui cittadini le conseguenza dell’incapacità della classe politica di dotare finalmente questa città di strutture sanitarie adeguate alla gestione dell’attività ordinaria, straordinaria ed emergenziale. Demolito il vecchio Felettino, che in questo contesto avrebbe potuto essere provvidenziale, del nuovo non si è visto posato nemmeno un mattone.

A distanza di mesi dall’inizio dell’epidemia non siamo più di fronte all’ignoto. Abbiamo a disposizione una casistica infinita che è, tutto sommato, confortante rispetto alla letalità per Covid 19. Sappiamo tutti che dovremo convivere ancora a lungo con il virus e siamo tutti consapevoli che dobbiamo affrontare una nuova normalità. Una nuova normalità che sarà fatta anche di nuovi contagi perché non è nemmeno immaginabile che i cittadini possano vivere all’interno di una bolla di vetro, isolata dalla realtà circostante. Non è possibile e, a questo punto dell’evoluzione dell’epidemia, non sarebbe nemmeno giustificato. Poco importa se l’incremento di casi registrati negli ultimi giorni sia da attribuire ad una festa all’interno della comunità dominicana o ai festeggiamenti per la serie A. Quello che importa è che la comunicazione ai cittadini sia chiara e, purtroppo finora non la è stata per niente, e che ci sia la disponibilità di letti per fronteggiare le situazioni critiche in strutture ospedaliere degne di questo nome. Io non sono tifoso, non ho mai avuto nessuna passione calcistica ma non mi sento di condannare o colpevolizzare chi, di fronte ad un evento di portata storica in ambito calcistico, è esploso con manifestazioni di gioia che io, pur nella consapevolezza di quello che avrebbero potuto determinare sotto il profilo del contagio, non ho potuto non salutare con umana empatia, proprio  per la portata catartica e liberatoria che hanno avuto dopo mesi di pesanti restrizioni per tutti.

Caro Governatore, presente e futuro, e caro Sindaco lavorate seriamente, sfruttando la situazione emergenziale in essere, per dotare la città di un nuovo ospedale in tempi record. Perché in una situazione di emergenza c’è bisogno di posti letto ospedalieri e di posti letto in terapia intensiva. Va bene sensibilizzare e responsabilizzare i cittadini sulle misure cautelari atte a prevenire il contagio. Va bene richiedere ogni sforzo per rialzare la guardia. Ma nuove ordinanze, con ulteriori misure restrittive, pesano come macigni ed esternano il fallimento vostro e di chi vi ha preceduto, sortendo quale unico effetto quello di calare un velo pietoso sul vostro stesso operato.      

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