Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Ottobre - ore 12.55

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

"Pizza e antifascismo, se a Brugnato si perde la memoria"

"Non ho paura di espormi"
"Pizza e antifascismo, se a Brugnato si perde la memoria"

- È una calda serata di agosto. Dopo un pomeriggio di lavoro, mia moglie ed io entriamo in una pizzeria nel bellissimo borgo di Brugnato. Ci fanno accomodare, ordiniamo due pizze.
Nell’alzare lo sguardo, notiamo su una mensola, appoggiate al muro, in bella evidenza, due targhe smaltate che riportano frasi della peggiore propaganda fascista e, in calce, la firma dell'autore: Benito Mussolini.
Chiediamo cortesemente di rimuovere le targhe.
“Se proprio volete”, ci rispondono.
“Proprio vogliamo”.
Passano alcuni minuti e le targhe rimangono al loro posto. Ci alziamo e annulliamo l'ordine.
“Mi spiace ma non ceniamo in un locale che espone frasi di Mussolini”
Alla cassa ci guardano con stupore e ci propongono di cambiare tavolo. Facciamo presente che ciò non risolve la difficoltà.
A questo punto, con una serie di affermazioni sconcertanti, la persona cui ci stavamo rivolgendo manifesta il suo - per cosí dire - punto di vista. Comincia col dire che anche il comunismo è deprecabile, operando un collegamento e un’equiparazione assurdi e fuori luogo rispetto alla contestazione.

Facciamo notare al personale presente, al completo in difesa dell’esibizione delle targhe, che ci stiamo riferendo al fascismo, una sanguinaria dittatura al potere in Italia per oltre vent’anni.
Ci ribattono ancora di conoscere bene gli effetti del comunismo in Russia, argomento che, nelle intenzioni surreali del personale, giustificherebbe l’esposizione del ciarpame fascista in un locale pubblico della repubblica italiana.

Insomma, oltre ad esporre, in violazione della legge Mancino, materiali certamente ascrivibili al reato di apologia del fascismo, nessuno sembra disposto a vergognarsi dei tristi aforismi del duce; menano il can per l'aia col ritornello del comunismo ( che non c’entra nulla e che in Italia non c’è mai stato ) e si meravigliano piuttosto delle nostre obiezioni.
Ce ne andiamo dopo un dialogo di sicuro non memorabile.

Poco male per la cena saltata. Molto male invece nel pensare a Giovanni Brosini, ragazzo di Brugnato, cui la cittadina ha intitolato una piazza. Partigiano, torturato dai nazifascisti alla Spezia, fucilato a Stagnedo a 24 anni per aver difeso la popolazione di Seró e Cornice nel corso del rastrellamento nel gennaio del 1945.
Molto male anche al pensiero di Giovanni Pagani, sfollato a Brugnato e partigiano a 20 anni, per lo stesso motivo torturato a Vezzola, picchiato dalle brigate nere a Brugnato e a Borghetto, fucilato alla Chiappa davanti a casa sua. Morí al grido di “Viva la libertà”!
Aveva 25 anni.
Molto male è l'ignoranza profonda del proprio passato, un vuoto che genera mostri.
Fa molto male il tradimento della memoria di chi ha versato il sangue per non piegarsi alla violenza fascista: per un mondo migliore, per una società più giusta.
Altrettanto doloroso il disprezzo per le famiglie di quei ragazzi, crediamo tuttora residenti nella zona, insigniti della medaglia d'oro ma stolidamente vilipesi e scherniti nelle squallide targhe di una pizzeria, proprio nel borgo per la cui libertà hanno così generosamente offerto le giovanissime vite.
Sarebbe bello che fossero i ragazzi e le ragazze di Brugnato, fieri delle proprie radici antifasciste e democratiche, a rimuovere quelle parole così vergognose.

Dimenticavo: persone a me care mi sconsigliano di firmare questa mia. Sono tempi difficili, mi dicono. E’ pericoloso esporsi. Ma non ho paura di quel tipo di persone. Credo nella forza delle parole e, apertamente, nei valori dell’antifascismo.
Sono quelli che tacciono sempre, sono gli indifferenti che mi fanno paura; gli stessi che di fronte ai soprusi e alla protervia girano la testa dall’altra parte.

Marco Cattaruzza

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News